martedì 21 giugno 2016

Fuga apparente


Aveva l'aria smarrita, come quando ci si ritrova in una città nuova, da soli, e bisogna ripartire da zero, cavarsela solo con le proprie forze, col rischio di cadere e doversi, ancora, risollevare con le proprie e solo con le proprie mani.
Girava lo sguardo a destra e manca, tutto guardava senza però coglierne i particolari. Era sopraffatta da troppa agitazione.
Strano, per una ragazza che di solito osservava tutto e riusciva a penetrare nell'essenza delle cose. Delle persone. Degli sguardi.
Ma quello no. Quello sguardo non riusciva a reggerlo. La smarriva.
E, istintivamente, preferiva tacere quelle emozioni che soffocate a forza la prendevano a pugni nello stomaco. Pensava fosse meglio così, avrebbe evitato nuove eventuali ferite all'anima.
Ma poi inceppava in quegli occhi, il cuore faceva a modo suo, la mente cedeva all'abbandono. Accennò un sorriso dolce ed impacciato.
<<Ahahah, mi fai ridere con quella faccia>>, esclamò con una vocina un po' troppo acuta per i suoi standard.
Era così, usava togliersi dall'imbarazzo con battute, risate, per non inciampare nelle anime degli altri.
Stava per capire, però, che era ormai troppo tardi. Ed i suoi tentativi di fuga tramite frasi senza senso si facevano sempre più disperati.
A volte, però, da certe cose non si può sempre scappare.
A volte, forse, bisogna rischiare.
Girò i tacchi prendendogli la mano e conducendolo di corsa ed allegramente verso un negozio di caramelle e dolciumi vari.
<<Ti va?>>, disse sorridendo, con gli occhi grandi di chi spera di esser riuscito a "svignarsela", a non farsi scoprire.
Ancora una volta, almeno per ora, era apparentemente fuggita.

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