giovedì 21 luglio 2016

#siamopersonenonoggetti #nonesistiamoperpiacereavoi

Distaccandomi un attimo da quello che è il reale intento del mio blog (scrivere pensieri d'amore, d'amicizia, di paura, di follia, di rabbia di sentimenti), ma forse nemmeno più di tanto, riporto ciò che è stato scritto su una pagina facebook (Felinia) in merito alla questione portata a conoscenza da Selvaggia Lucarelli sulla ragazza criticata dal Corriere della Sera per non essere abbastanza magra da poter portare gli shorts:
"Ieri il Corriere della sera ha pubblicato uno scatto con Chloe Moretz e il fidanzato facendo notare che la ragazza non si "separa mai dai suoi shorts" e che "peccato non sia così magra da poterli indossare con disinvoltura". Il commento è stato rimosso dopo l'intervento della Lucarelli, se non fosse intervenuta una "di rilievo" secondo me sarebbe rimasto così com'era."

Partendo dal presupposto che quella ragazza può benissimo portare uno shorts, a parer mio, questo piccolo episodio fa capire ancora una volta quanto gretta, ignorante e maschilista sia la mentalità degli italiani. Per quale motivo, IO donna, non posso indossare ciò che voglio perché sono, per gli standard del cavolo della nostra degradata società, non all'altezza? Per quale diamine di motivo io devo sentirmi continuamente in imbarazzo a camminare per strada e sentire apprezzamenti troppo pesanti da sconosciuti oppure offese? Ho 29 anni e quando esco di casa esco come mi pare e piace, per come mi sento IO a mio agio. Ma una volta messo piede fuori, se sono sola, devo prepararmi ad ogni tipo di scenetta sui treni, per le strade, sugli autobus, da parte di uomini. Per quale motivo ragazze un po' più fragili devono ammalarsi per colpa della vostra mentalità del cazzo? Per quale motivo un uomo può uscire come diamine gli pare e se gli viene scattata una foto a petto nudo, comunque esso sia, non viene additato come "poco adatto al topless"?
Sento molti italiani che vivono all'estero e affermano che tutto questo succede solo in Italia, oltre che in paesi del Medio Oriente e della ex Jugolsavia.
E i giornalisti, prima di scrivere (è stata una donna, ancora più triste dunque il fatto), dovrebbero passare per lo psichiatra, per evitare di colpire le persone in questo modo ignorante.

venerdì 15 luglio 2016

Svegliarsi con te

Mi sveglio sola, mi specchio, mi sciacquo e tento di connettermi col mondo circostante grazie ad un caffè. Ristretto, rigorosamente.
Ogni giorno vivo la vita, ogni silenzio prezioso in compagnia di me stessa, ogni risata in compagnia, ogni sguardo alla natura, valorizzata dal sole o dalla pioggia. Affronto ogni giorno le mie paure, le mie preoccupazioni e ogni giorno ripasso i miei sogni, i miei obiettivi, le mie aspettative, che quasi mai si presentano come te le immaginavi. E comunque cammino a testa alta, alla fine ce la faccio a superare qualsiasi cosa, sono io, sono una donna, sono me stessa, non mi perderò mai più.
Poi a volte mi sveglio con te accanto, apri gli occhi e mi ci specchio, invece di andarmi subito a sciacquare ti osservo e ti accarezzo, ci sorridiamo. Se è tardi te ne vai, perché il lavoro ti aspetta, altrimenti restiamo lì, abbracciati, intrecciati, finché ci va. Ogni giorno vivo la vita con me sapendo che tu ci sei anche quando non sei presente, vivo con te ogni silenzio prezioso, più forte di ogni parola pronunciata, ogni sguardo alla natura, con te, ha un valore aggiunto. Con il sole o con la pioggia. Ogni giorno affronto le mie paure, le mie preoccupazioni e ogni giorno ripasso i miei sogni, i miei obiettivi, le mie aspettative, ed in ognuno di essi ci sei anche tu, anche se so che chissà se poi le aspettative saranno state fedeli. E comunque cammino a testa alta, alla fine ce la faccio a superare qualsiasi cosa, sono io, sono una donna, sono me stessa e non mi perderò mai più. Però tu che al mattino, quando il mio viso è ancora un po' stanco, i miei capelli raccolti un po' spettinati, mi dici "quanto sei bella", mi rendi felice perché mi sento amata per quello che sono, senza bei vestiti, senza trucco, magari con un pochino di occhiaie. Come quando ci scontriamo così forte, ma nonostante le brutte parole e le ferite che ci infliggiamo a vicenda, torni a stringermi la mano più forte. Sì, sono io, e tu ci sei per quel che sono. Almeno fin ora, almeno finché vorrai.

lunedì 11 luglio 2016

Due tipi d'amore

Si interrogava spesso, troppo spesso, sui sentimenti, sulle emozioni, gli stati d'animo, sulla vita. Lei. Si soffermava su ogni particolare, tanto che anche l'analisi di un dettaglio poteva portarla ad impazzire. Perché quel dettaglio diventava qualcosa di importante, fondamentale e, se non analizzato, ragionato, avrebbe scombussolato ancora di più quel puzzle complicato che è già un'anima, pur se con tutti i suoi tasselli confusi.
Aveva vissuto gioie e dolori, probabilmente soprattutto dolori, ed era per questo, forse, che camminava cercando di non calpestare niente e nessuno, con quella leggiadria di chi in realtà dentro porta un dolore immenso, una paura costante e incontrollabile.
Aveva capito che i sentimenti la sovrastavano, pur cercando di domarli finiva sempre per farsi dominare da essi.
E avrebbe voluto, sempre fortemente voluto, spegnere tutto e razionalizzare qualsiasi cosa, anche la meno razionalizzabile al mondo: l'amore.
Ecco, l'amore. L'amore era davvero capace di farla innalzare fino ad espandersi oltre il corpo, con l'anima forte e fragile che si portava dentro. Ed era, nel frattempo, capace di trascinarla in un abisso così profondo che solo una grande forza di volontà avrebbe potuto riportarla in vita.
Quell'abisso, già vissuto, la spaventava, ma quando l'amore le ricapitava non poteva bloccarlo, pur se ci provava con tutte le sue forze, finiva per esplodergli nel petto.
Aveva imparato forse qualcosa di importante, o forse era solo riuscita a razionalizzare l'irrazionalizzabile, dopo tutti i disperati tentativi di anni e anni. Aveva imparato che l'amore che resta tale solo fino ad un certo punto e poi finisce, era un amore da adolescenti. Forte, certo, coinvolgente, non lo metteva assolutamente in dubbio. Ma distruttivo, demolitore ancor di più una volta finito. L'amore, quello che invece dura nel tempo, quello che non lo distruggono nemmeno le cannonate d'odio, quello che muta e matura senza spegnersi, è l'amore vero. Quello in cui le due parti in gioco decidono la vita insieme e non hanno più bisogno solo ed esclusivamente della parte adolescenziale per mantenerlo in vita. E' difficile, chissà forse improbabile, raro. Ma il secondo sperava di sperimentarlo, di essere a qualche passo da esso, per poter dire che esisteva.