venerdì 24 giugno 2016

Dettagli

Inverno. Inferno.
E' curioso.
Cambia una lettera. Cambia la temperatura.

Dolore e felicità

Ricordo giorni in cui ho consumato la pelle che contorna i miei occhi. Per piangere. La pelle era solo l'ultimo strato superficiale del dolore.
Ricordo giorni in cui avevo leggero e piacevole dolore dagli angoli della bocca alle orecchie. Per ridere. Per ridere tanto. La bocca era solo l'ultimo elemento superficiale della felicità.

Lacrime di ghiaccio

Una lacrima solca il mio viso,
può scomparire grazie a un sorriso.
Ghiaccio diventa,
se son sola, spaventa.
Se nessuna mano la sfiora per portarla via,
lì ghiaccio rimane, sulla pelle mia.

Fotografie

Come capita di vedere in qualche film, vorrei che ti fotografassero mentre mi guardi e non me ne accorgo.

Tormentata

Gli corse dietro, pentendosi di quelle parole amare.
Lo raggiunse. Il braccio, riuscì ad afferrarglielo. Forse con troppa veemenza, che sembrò violenza, rabbia. In realtà era come dirgli:"Non andartene, io ti amo".
Ma dalle labbra le uscì molto di più. Mentre le lacrime le rigavano le guance involontariamente riuscì a parlare con una voce così calma e chiara, che si sorprese di se stessa.
Buttò giù tutto quello che in quel momento le passava dalla pelle fino al cuore, senza pensare alle conseguenze.
"La mia anima inquieta vorrebbe solo trovare pace. E con te la trova. Le basta, alla mia anima, una carezza, uno sguardo. E tutto si calma. Non so perché lei sia così, così tormentata, da sempre e forse sempre più, o sempre meno, non lo so. Sa toccare il cielo e poi il fondo in un secondo. Sa sdoppiarsi in una maniera che io ancora non comprendo. Io non so se quest'altalena ti piaccia o no, a volte mi sembra proprio di no e allora la paura mi assale, altre invece mi sembra che nonostante ciò tu ami la mia anima e quindi accetti anche le altalene. Io non ti chiedo di restare se non vuoi più, ti chiedo solo di non andartene così".
Per tutto il tempo che lei parlò lui rimase immobile, col braccio verso l'alto, il gomito piegato ed il polso nella presa stretta e sentita di lei. Con la testa bassa ascoltò ogni parola. Probabilmente fu la sua anima ad ascoltare, più che le sue orecchie. Era così, ogni volta. Paradiso e poi tormento, poi di nuovo paradiso. Ma non aveva mai conosciuto creatura più particolare, speciale e bella.
La guardò, lei aveva uno sguardo impaurito che diceva:"Dimmi qualcosa, ti prego".
Il cuore di lui, come ogni volta, sentì il calore.
"Ti amo, non vado da nessuna parte. Tranquilla".
E l'abbracciò, mentre il cielo cominciò a piangere. Di gioia.

Finché

Finché mi terrai per mano, nonostante tutto, io non mollerò la presa.

Sento troppo

E' che sento troppo, sento prima, sento il troppo e il poco di tutti.

Un giorno non è bastato

Come quei film, che ogni volta che li rivedi
scopri qualcosa in più.
Come quelle canzoni, che ogni volta che le riascolti
avverti un'emozione in più.
Così, vorrei rivivere quel giorno,
per assaporare ogni istante
perché un giorno non è bastato.

Grazie a chi c'è

Avresti potuto scappare, io non ti ho mai legato.
Avresti potuto voltarti e andartene, non ti ho mai costretto a restare. E' per questo che ringrazio chi rimane. Potrebbe salutarmi, eppure non lo fa. Perché sono importante.
E sapere d'essere importanti per qualcuno è stupendo.
Quante volte sono incredula che ciò possa accadere.
Poche, pochissime volte. Ma proprio per il loro esiguo numero, autentiche.

Ditelo

Quando sentite qualcosa, ditelo.
Quando il trattenere vi crea tormento, ditelo.
Quando non riuscite a liberarvene tacendo, ditelo.
Al diavolo la paura, comunque vada vi sarete alleggeriti.
Si potrebbe dar vita ad un litigio, ad un rifiuto.
Ma se ce n'è, il litigio porterà alla pace e ci si unirà di più.
Altrimenti è stato meglio così.
Se ce n'è, non ci sarà un rifiuto, il contrario.
Altrimenti meglio così.
Comunque vada avrete un peso in meno dentro di voi.
E quindi se sentite una mancanza, diteglielo.
Se siete arrabbiati con qualcuno, diteglielo.
Se avete paura di qualcosa, ditelo.
Se vi sentite in colpa verso qualcuno, diteglielo.
Se amate qualcuno, diteglielo.
Magari vi dirà che anche voi gli mancate.
Magari vi dirà che avete ragione ad essere arrabbiati e vi chiederà scusa.
Magari vi dirà che non dovete avere paura e vi abbraccerà.
Magari vi dirà di non sentirvi in colpa.
Magari vi dirà di amarvi anche lui/lei.
Oppure non accadrà niente di tutto questo.
Ma comunque vada sarete più leggeri e avrete una risposta.

Lontano dal mare

Ho bisogno dell'orizzonte. 
Da qui non si vede.

Una lente di ingrandimento

Guardo il mondo con una lente d'ingrandimento: la sensibilità. 
E più mi avvicino a te, più vedo a fondo i dettagli, più placo o alimento le mie inquietudini, più vivo di emozioni.

Le docce

Le docce più belle si fanno dopo lo sport, dopo essersi immersi nella salsedine del mare, nella sabbia e nel sole, e dopo aver fatto l'amore.

Stringendoti

Ho la vita fra le braccia. 

L'amore

Il paradosso più grande al mondo: l'amore. Ci rende tanto forti quanto deboli. Doppiamente felici e, nel frattempo, doppiamente distruttibili.

A mia madre

Mi sei dentro come nessuno. Io quasi sono te.
Se sorridi sento profumo di fiori fino all'anima,
se stai male sento aghi dalla pelle fino al cuore.

Tutto ciò

Tutto ciò che non posso controllare mi terrorizza.
Ma tutto ciò che non posso controllare mi travolge e mi innalza.

Due cinici

A volte sembriamo due cinici, dei quali pur vedendosi chiaramente e a kilometri di distanza l'amore, cercano di fingere che ci sia ancora qualcosa in cui non credono e che non desiderano, pur avendo per il resto mostrato più di quanto avrebbero mai pensato di mostrare

Compresi

Non smetterò mai di dirlo: forse accade solo una volta nella vita, non so, o magari mai. Ma essere capiti davvero è una delle cose più belle al mondo. Cedere la chiave della tua anima a qualcuno, anche se hai dannatamente paura, e accorgerti che questa ha davvero intenzione di comprenderti e, laddove non riesce, amarti comunque, è qualcosa di irrazionalmente (in)comprensibile. Ma soprattutto qualcosa di straordinario.

Mondi

Le persone sono mondi. Molte le ignori, alcune ti incuriosiscono ma dura poco, altre suscitano in te il desiderio di esplorarle.
Esplorare qualcuno è un atto di profondo interesse, quindi amore. E' raro che qualcuno voglia esplorarci. Spesso ci si vuole fermare al corpo. Ma l'esplorazione di una persona richiede molto di più, va molto oltre e spesso, una volta entrati, nessuno dei due può tornare indietro.

Sta a voi

Sta a voi decidere.
Tutto contro e slegare quelle mani intrecciate. 
Tutto contro e stringerle più forte.
Sta a voi.

Dovevo capirlo

Dovevo capirlo quando mi illudevo di essere felice nell'affanno di essere migliore, nel sospetto così forte che poteva solo dire il vero ma non volevo ammetterlo, nel credere alle favole e alle belle parole, nel credermi mezza da sola ed intera in due, nello stare zitta di fronte al sesto senso e al malessere che esso provocava perché represso, nel l'annullamento totale di me stessa.
Dovevo capirlo che non era felicità, non era serenità, non era stabilità, non era amore. Ed io ero così stupida e ingenua. Così debole e sciocca da credere che non avrei potuto bastarmi senza un uomo accanto, che sarei morta senza.
Dovevo capirlo.
E l'ho poi capito.
Quando appena sola cominciavo a riacquistare la salute, la voglia di ridere, uscire, conoscere, quando la mia personalità, in realtà forte, tornava a dominare.
Quando mi facevo bella solo per me stessa, quando incontrando un uomo ormai era tutto diverso: non erano più le chiacchiere e le battute da circo ad attrarmi, ma un lieve rossore alle guance incornicianti un sorriso timido sovrastato da grandi occhi genuini.
L'ho capito, che sono le notti insonni a litigare per poi risvegliarsi abbracciati, le prese in giro e le risate, le lacrime e i dolori, i sacrifici e i denti stretti per il nodo allo stomaco, i silenzi pieni di significato, la percezione che tutto è reale e dunque imperfetto, non c'è menzogna, non c'è sospetto, non c'è il tacere per paura di scoprire, c'è il discutere anche a costo di perdersi per poi invece ritrovarsi più uniti di prima, nel capire che da sola sono intera ma con lui piena, senza quel vuoto, nella sincera dimostrazione di me stessa, anche quando dura o severa, nell'impormi quando mi sento poco rispettata anche a costo di perdere, ma assicurandomi di essere veramente amata, soprattutto per quella che sono. Senza annullarmi, senza reprimere questo carattere complicato ma ben delineato e forte. In un'anima eccessivamente sensibile.
L'ho capito, quando ho visto che non ero la sola ad aver paura di scoprirsi, quando vedevo da un viso espressivo la sincerità dei sentimenti a stento difesi a scudo, quando mi sono mostrata davvero, più volte, e lui è rimasto. Mi ha presa e ripresa, quando mi voltavo per andarmene, per paura. Per quella che sono.
L'ho capito, che la felicità e l'amore sono tutt'altro. Che non sono sinonimo di "favola" e "rose e fiori", ma di "pregi e difetti mostrati ma amati, difficoltà vere e momenti di distanza superati".
L'ho capito sì, che è tutt'altro.

Gli ostacoli

Non sempre ma spesso,
gli ostacoli sono limiti che noi stessi ci poniamo.
Tante volte, anche in mezzo alle peggiori intemperie,
anche dopo tanto tempo e tanto dolore,
si vince.
E il sapore di quella vittoria è ancora più gustoso.

Cima e abisso

Tocco il sole e mi brucio.
Mi spavento e torno giù.
C'è il gelo.
Allora mi rinnalzo.
Ma sono punto e a capo.
Brucia, quella luce così forte.
Bellissima.
Torno giù, poi di nuovo su.
Non so trovare un equilibrio.
Cime altissime e abissi profondi.
Ghiacciai e vulcani.
Terra arsa e cielo azzurro.

In bilico

In bilico.
Tra ragione e follia.
Tra paura e voglia.
Tra caos e armonia. 
Tra terrore e meraviglia.
Tra stanchezza ed energia.
In bilico.
Tra l'abisso e il cielo,
il bruciore e il gelo.

Lo proteggo

Lo proteggo,
Per quanto io abbia potere di farlo.
Lo difendo,
Per quanto io possa riuscire,
Avendo un cuore che ama.

La luce

Ora la vedo, è vicina... quella luce che per anni ho guardato da molto lontano e che mi sembrava inafferrabile. E tendendo la mano, cercando di prenderla, sentivo troppo dolore e non ci riuscivo. Muscoli, tendini, nervi e anima mi venivano contro.
Ma ho lottato, anche strisciando, rompendomi le ossa, sanguinando. E ora eccola, la luce. E' vicina, molto vicina, che non riesco ancora a crederci.
Grazie a chi mi ha amata, mi ama e mi ha sostenuta, mi sostiene. Sempre.
Grazie a me. Per una volta dovrei ringraziarmi, invece di rimproverarmi.

Con te

Io ho sempre paura,
sempre.
Ma poi quando mi stringi
e poggi la tua testa sul mio petto
è come se le paure svanissero
e fossi io a proteggerti dalle tue.

Quella curva lì

Perché vedi, quella curva dolce che si crea,
tra le guance, sotto al naso, quando gli angoli della bocca
spingono verso i lati esterni e rendono il viso più luminoso,
perché assieme alle labbra si dischiudono gli occhi,
emanando dolcezza e gioia quasi più della bocca.
Ecco, quella curva lì, ha un potere immenso.

Divisa

Ero intera, poi mi hanno distrutta.
Ero una, ora sono divisa in due. 
Ero debole, ingenua, credulona. 
Ora sono debole, forte, cinica. 
Debole e forte insieme, sì. 
Ecco perché ora sono divisa in due.
Lei ha paura, si difende sempre, come se qualsiasi cosa o chiunque potesse pugnalarla da un momento all'altro, abbandonarla. Ha tirato fuori gli artigli, forse troppo. Parole dure, forse troppo.
Non è cattiva, ha paura perché ha ferite ancora aperte. E piange se si accorge di aver ferito qualcuno con la sua durezza.
Lei, l'altra parte di lei, ancora ci crede.
Sì, ci crede che l'amore esiste, che non tutti feriscono. Lei, l'altra parte di lei, ama, appassionatamente, irrimediabilmente. Si lascia andare. Dà tutta se stessa. Poi si chiede se ha fatto bene o male. Se questo un giorno la ferirà. Oppure sarà la cosa più giusta della sua vita.
Lei, la parte dura e cinica, quella in realtà più debole, si chiede da cosa si stia difendendo e da una parte vorrebbe smettere, perché può far male.
Lei, la parte innamorata e fiduciosa, quella in realtà più forte, si chiede a cosa la porterà questo cuore in fiamme, impossibile da domare. E da una parte vorrebbe smettere, perché si sente distruttibile, a provare una cosa così grande.
Ma lei, sempre lei, fa le cose giuste, poi quelle sbagliate, fa casino, poi mette ordine o almeno ci prova, ma poi si accorge che ordine non c'è.
C'è solo l'amore. Che, nonostante tutto, sta continuando a vivere.
E allora lei, ancora lei si chiede: "Posso smettere di difendermi? Forse ho trovato ciò che pensavo non esistesse."

Scusa

Scusa se mi ci è voluto un po'
a capire che si tratta di un fiore,
non di un coltello.

A ognuno i suoi mostri

Tutti sbagliano.
C'è chi non se ne cura,
chi invece non riesce a perdonare se stesso.
Ma tutti sbagliano.
Ricordiamo che tutti i mostri che abbiamo dentro
spesso dettano le nostre azioni
e spesso si tratta di ferite
di paure
non di cattiveria.
Guardiamoci dentro,
e cerchiamo di capirci.
Poi chi ci ama,
resterà, con tutti i mostri,
e noi, coi suoi.

Lo prometto

Una parola mi scalfisce,
poi un gesto mi stupisce.
Non andare troppo avanti,
che di sbagli ne son tanti.
Attraversa con prudenza,
ama sempre con potenza.
Non odiare facilmente,
vince sempre chi comprende.
Che un cuore può spezzarsi,
in frantumi ritrovarsi.
E la bocca può urlare,
il dolore per sfogare.
Metti qui la mano al petto,
io ci sono, lo prometto.

Solo il tempo

<<Che c'è? Non ti vedo felice>>
Lo guardò con quegli occhi stanchi di chi ha resistito troppo.
Pieni di malinconia, pieni d'amore, di tristezza.
<<Non lo sono>>
<<Ma io... io voglio farti felice>>
<<Sì, me lo hai detto tante volte>>
La guardò, con quegli occhi di chi si rende conto che, forse, avrebbe potuto farle meno del male. Con quegli occhi di chi è terrorizzato, ma immobile, di fronte all'attuazione della perdita che non credeva che mai si sarebbe concretizzata.
<<Ma tu mi ami>> disse lui, con voce tremante e occhi lucidi, alla ricerca disperata di un minuscolo segno che facesse capire che ancora poteva riprendersela.
Le lacrime le sgorgarono contro la sua volontà, avevano resistito, ma riempito gli occhi fino a farle appannare completamente la vista. Il cuore.
<<Tanto>>
Il silenzio che seguì fu una delle cose più devastanti che lui mai sentì.
L'abbracciò.
Solo il tempo avrebbe risposto.

Magari

Magari l'involucro è fragile,
fatto di strati squarciabili,
distruttibili, delicati,
danneggiabili.
Magari in fondo,
nel nucleo,
trovi una roccia.

Le onde e la riva

Vorrei che fossimo come il mare, 
che con le sue onde scontrose invade la riva,
poi si redime, si calma.
Nulla può separare le onde e la riva,
si raggiungeranno sempre,
sempre si scontreranno e poi si calmeranno.

A voi

Non tutti hanno avuto una bella infanzia, parte fondamentale per l'avvio alla vita. Sì, poi tante altre esperienze, incontri, gioie e dolori ci formano e ci marchiano, ma l'infanzia, se triste o problematica, ci segna per sempre.
Grazie a voi, anche con le difficoltà di poi, ho ancora ricordi che mi confortano il cuore, di quando ero bambina.
Di quando tu, mamma, che hai avuto tante, troppe difficoltà nella vita e continui ad averne, mi lavavi i capelli e mi piaceva così tanto rilassarmi tra le tue mani e sentire il tuo profumo rassicurante.
Di quando tu, papà, mi portavi a vedere le stelle e mi spiegavi le costellazioni. Mi prendevi per mano e mi portavi con te proteggendomi dai mali del mondo esterno. Nonostante tu, le difficoltà, sai bene cosa sono. Quelle grandi, grandi davvero.
Ma voi, vite mie, mi avete dato un'infanzia serena, dolce, forse proprio perché voi non l'avete avuta. Mi avete dato tutto, sempre, e continuate a darmene ancora oggi che sono grande.
Ed è così che io, A VOI, dedicherò tutte le mie vittorie.
Ed è così, che io, pure sentendomi fragile, alla fine sono forte.

Sarò

Sarò la musica che avrai nelle orecchie quando sarai lontano.

Me

Intensamente.
Semplicemente,
naturalmente,
spontaneamente,
ossessivamente,
puntualmente,
tristemente,
felicemente,
ansiosamente,
emotivamente,
sensibilmente,
sinceramente,
apertamente,
dolcemente,
insopportabilmente,
timidamente,
allegramente,
speranzosamente,
odiosamente,
amorevolmente...
Me.

La precarietà

<<E tu, di cosa hai paura?>>
<<Della precarietà. Della precarietà di cose che si dicono essere importanti. Sì, la precarietà mi fa paura.>>

La forza è

La forza non è nascondersi, ma mostrarsi.
Ci vuole coraggio a mostrare la propria anima alla gente.
Puoi essere ferito, lasciato solo nel momento del bisogno anche se hai fatto sempre in modo d'essere vicino agli altri quando era il loro. Però avrai anche la possibilità di essere amato davvero. Per ciò che sei, per i mostri e gli arcobaleni che hai.

Un'altra salita

Eccola lì, è un'altra salita, vero? 
Ok, sembra abbastanza faticosa, ma ne ho viste di peggiori.
E le ho percorse.
E' lunga, arriva molto in alto.
Magari, se la percorro, quando arriverò in cima troverò un panorama ancora più bello. 
Pronti, partenza, via.

Siamo più forti

Che poi se tu mi fai forza, io riesco meglio.
E se io ti faccio forza, tu riesci meglio.
Sono più forte, siamo più forti.
Io sono qui. Ti aspetto.
E poi voleremo insieme.

Cosa vuoi per Natale?

<<Cosa vuoi per Natale?>>
<<Che mia madre torni a sorridere e non smetta più.>>

Attori e autentici

Ho visto occhi recitare sincerità,
ho sentito bocche sbandierare valori morali impeccabili con convinzione e grande oratoria, che si perdevano ogni volta che chi se ne faceva portatore si ritrovava lontano dalla gente davanti a cui voleva apparire perfetto.
Ho visto lacrime credere di convincerti della loro genuinità,
sentito parole e grandi promesse dietro cui c'erano tanti scheletri marci, tanti fantasmi malati, tante verità nascoste con elevata abilità.
Poi ho visto occhi volersi nascondere per non saper mentire sulla sincerità, su un sentimento.
Bocche tacere, corpi parlare.
Lacrime trattenute o nascoste, sentite come fragilità.

La libertà di essere fragili

A volte c'è proprio il bisogno di arrendersi alle proprie debolezze.
Di smettere di sforzarsi d'esser forti a tutti i costi, di erigere uno scudo per difenderci.

giovedì 23 giugno 2016

Coltivare

Coltivare: penso che sia la parola chiave.
Coltivare un sogno, coltivare una passione.
Un hobby, un'idea, una buona intenzione.
Coltivare un'amicizia.
Un amore.
Sì, coltivare è la chiave per arrivare al massimo delle nostre possibilità e non perdere ciò che abbiamo, o raggiungere ciò che desideriamo.

Oggi posso

E' proprio vero, gente: viviamo una vita così frenetica, così attenta alle apparenze, siamo tutti così concentrati su noi stessi e sui nostri problemi. A volte dovremmo fermarci e chiederci:"A cosa serve tutto questo correre, tutto questo voler apparire bene agli occhi altrui, tutto questo concentrarsi sui problemi?" e darci una risposta. Spegnere. Spegnere il computer, il cellulare, spegnere il cervello, i gesti automatici, le aspettative. Aprire quella parte incontaminata di noi, alzarsi al mattino e dirsi:"Oggi c'è il sole, che bella giornata! Uscirò e regalerò un sorriso al primo anziano che cammina faticosamente e se servirà gli darò una mano, poi guarderò il cielo, gli alberi, alzerò la testa e vedrò particolari che non avevo mai notato pur passando di lì ogni giorno, correrò da chi amo davvero e lo stringerò forte. Oggi, oggi posso."

Se..

Se sorridi, sorrido anch'io.
Se piangi, piango anch'io.
E' inevitabile.

La chiave 2

<<Cos'hai?>>
<<Niente.>>
<<So che hai qualcosa, riconosco quell'espressione sul tuo viso...>>
La guardò, neanche troppo sorpreso. Rassegnato a ciò di cui era già a conoscenza. Grato, anche, per quel dono ricevuto: essere capito, senza bisogno di parole. Ormai sapeva che lei poteva entrargli dentro con uno schiocco di dita, sapeva che lei leggeva i suoi gesti, il suo tono di voce, il suo sguardo, i lineamenti del suo volto che cambiavano a seconda delle emozioni. E lei lo sapeva anche. Anche lui sapeva farlo, se si trattava di lei. Nessuno scudo era stato sufficiente per nascondersi, nessuna paura, nessun cinismo era riuscito a impedire loro di legarsi, involontariamente.
Le sorrise, nonostante la stanchezza, le preoccupazioni. Sapere d'avere una persona accanto, nel bene e nel male, è qualcosa di confortante, ancor più di miracoloso, straordinario.

Prenditi un attimo in più

Prenditi un attimo in più...
per sorridere a chi è in un momento triste,
o a chi il tuo sorriso riempie il cuore.
Prenditi un attimo in più,
per dare un bacio che altrimenti trattieni per non mostrarti debole,
per dire una parola che viene dal cuore che altrimenti non diresti per non togliere quello stupido scudo.
Prenditi un attimo in più,
per accarezzare il viso di tua madre e guardarla sorridere,
per abbracciare tuo padre e zittire le sue paure nascoste,
per dare un bacio a tuo nonno,
per dimostrare il tuo amore a chi ami nel modo che più ti va.
Prenditi un attimo in più,
per te e per le persone del tuo cuore.
Non sempre c'è tempo, non sempre ne avremo.

Le promesse e le azioni

Tra le cose che ho imparato c'è che le promesse non bisogna scriversele sul cuore.
Molte volte sono castelli in aria, parole parecchio più grandi delle capacità e possibilità della persona che le pronuncia.
Molto meglio chi non promette, ma agisce solo quando sa che può. 
Chi si rende conto che non serve farsi belli con le parole, ma conta solo quello che si fa.
Le azioni sì, quelle sono da scrivere sul cuore.

Sensibilità

Sensibilità è cogliere le sfumature, i dettagli che nessuno vede e soffrirne o gioirne intensamente.

Tu

Le mani in tasca, quella tua espressione timida e discreta prima di entrare in una stanza, la testa un po' abbassata, gli occhi che chiedono:"E' permesso o disturbo?"

La notte di Capodanno

I cambiamenti non scattano la notte di Capodanno.
Non è che si azzera tutto alla mezzanotte del 31 dicembre e le chances vengono ricaricate.
I cambiamenti avvengono quando devono avvenire, quando siamo pronti o anche quando non lo siamo ma devono esserci, possono avvenire in un giorno qualsiasi.
E le chances perse le abbiamo perse, ma ne abbiamo altre davanti in altri campi, per altri motivi, con altre persone, altre occasioni ed altre esperienze.
Non è che fino a dicembre le chances sono finite e dobbiamo aspettare il nuovo anno per una ricarica.
Per sperare che vada meglio.
A mezzanotte del 31 non cambia proprio niente in automatico

La sensazione dev'essere...

La sensazione non dev'essere quella che ti fa sembrare tutto perfetto. No.
La sensazione dev'essere quella che ti fa sembrare sia giusto, anche se tante volte sembra tremendamente difficile e sbagliato.

Imparerai

Imparerai a tue spese che se vuoi essere compreso devi a tua volta essere disposto a comprendere.
Che per essere uomo non basta avere le parti anatomiche giuste,
lo stesso per essere donna.
Imparerai che venirsi incontro è l'arma più potente, che un sorriso è più prezioso di un regalo, che una presenza è più apprezzata di due parole.
Imparerai, inoltre, che hai ancora tanto da imparare, sempre, continuamente.

Un fiore autentico

Nella vita è vero, tante volte il dolore ci sorprende, quasi sempre impreparati.
Ci cambia e ci condiziona.
Nella vita, inoltre, può sorprenderci la gioia, può coglierci increduli, diffidenti.
Il cinismo prende il sopravvento su di noi, non sappiamo se crederci.
Sapete, dopo le pugnalate non è semplice riconoscere un fiore.
Ma quando, pian piano, esso ti fa capire con delicatezza e perseveranza anche di fronte ai mostri che ti porti dentro, che è un fiore autentico, preghi la vita di non portartelo mai via.

Credo

Credo fermamente che il male fatto, in qualche modo, ritorni indietro. Che il bene, invece, venga dimenticato, ma non da tutti.
Credo che nella vita incontriamo tanta gente, ma poca resti, perché strada facendo abbiamo bisogno d'imparare quello di cui necessitiamo per vivere nel migliore dei modi.
Chi va via, non è una perdita, ma un guadagno e chi rimane, teniatelo a mente, è una conquista di cui prendersi cura ogni giorno, non una vittoria che una volta ottenuta può venir trascurata.

Credo fermamente che amicizia, affetto, amore, passione, vadano coltivati e tenuti stretti al cuore, perché sono fondamentali.
E poi, credo che ognuno di noi debba amarsi, ma non idolatrarsi calpestando gli altri.

Che tu possa...

Che tu possa prendere schiaffi dalla vita, per imparare che sei forte e puoi rialzarti.
Che tu possa ricevere grandi delusioni dalle persone, per imparare a vedere chi ti ama.
Che tu possa sbagliare, trascurarti, annullarti, per imparare che devi esistere come persona intera, che vali, che meriti rispetto, sincerità, amore.
Che tu possa inciampare, per imparare a non cadere troppo forte o a rialzarti con una maggior consapevolezza di te e delle tue capacità.
Che tu possa incontrare occhi apparentemente veri, per saper riconoscere quelli realmente sinceri.
Che tu possa pentirti,
che tu possa avere rimorsi,
che tu possa farti male,
soffrire,
solo per poi imparare, crescere, amarti, vivere.

Nessuno ci salva

Quando credevo d'esser stata salvata, era lì che cominciavo un po' a morire. Per poi, però, battere forte la testa, morire e rinascere. Nessuno ci salva, semmai ci cammina accanto.

Mi sfugge

Ad un certo punto, sola con me stessa, lontana dalla realtà, essa mi sfugge. 

Può bastarti?

Le alzò il viso toccandola delicatamente sotto il mento. Lei guardava in basso, non nei suoi occhi, per sfuggire, per non farsi leggere dentro. Ma a questo punto fu costretta.
Le prese le mani, in silenzio... le strinse forte.
Una presa che suggeriva più di qualsiasi parola.
Che trasmetteva più di quanto lei sperasse.
<<Ma dimmi, tu cosa sogni? Cosa vorresti? Perché tu sai cosa sogno io, ma tu non sei chiara ed io.. io mi faccio domande. Vogliamo le stesse cose?>>
<<Sono qui, sento di volerci restare. Può bastarti?>>

Debolezze

Uno non vorrebbe mai avere delle debolezze.
Poi, però, arriva qualcuno, qualcosa.
Una persona, una paura, un'emozione.
E la corazza comincia a vacillare.

Grazie

Scusa per le mie lacrime, per le mie contraddizioni, per le mie paure, per le prigioni che ho ancora nell'anima, per i macigni che porto sul cuore.
Scusa per i musi lunghi, le parole giuste non dette, quelle sbagliate ed urlate.
Per gli abbracci, i baci e le confessioni trattenute.
E grazie, grazie per ogni sorriso, per aver asciugato ogni lacrima, levigato ogni paura, per avermi capita, per esser rimasto, per continuare ad esserci, per avermi fatto entrare anche se volevi difenderti, per scegliere di far parte di me, di come sono, senza dubbi. Tienimi la mano, finché vorrai.

Volare

E' bello volare, m'attento: spaventa.

Il potere di un gesto gentile

Un gesto d'aiuto, un gesto gentile, un sorriso...
Fa bene a chi riceve, ma anche a chi lo dona.

Un corso di menefreghismo

Dovrebbe esistere un corso di menefreghismo, leggerezza ed egoismo. Lo seguirei subito. E sarebbe per pochi, visto che la stragrande maggioranza potrebbe insegnare le lezioni.

C'è un tempo..

C'è un tempo per stare in compagnia, un tempo per stare soli.
Per conoscerci meglio, imparare dalle nostre possibilità, i nostri errori, i nostri dubbi, le nostre debolezze che diventeranno punti di forza da cui ripartire.
Non dobbiamo mai scegliere di stare con qualcuno perché abbiamo paura della solitudine, ma solo ed esclusivamente perché il cuore è impossibilitato a rinunciare a quella scelta.

Sogni ed incubi a occhi aperti

Pensava tra sé e sé:
<<E' vero, mi basta poco per piangere.
Ma altrettanto poco per sorridere.
...E allora corri ti prego, senza fiato, bussa, fai un gran respiro, aspetta di vedere il mio volto pieno di sorpresa, i miei occhi pieni di gioia, il mio sorriso nel tuo. Scenderò le scale rischiando di cadere, aprirò la porta e vedrò i tuoi occhi innamorati e felici di vedere me raggiante>>.
Come era solita immaginarsi scene felici, oltre che tragiche!
Sapeva immedesimarvisi così bene che se quelle belle non accadevano, pur sapendole improbabili, rimaneva delusa e la rabbia la divorava.
E quelle brutte, pur coscienziosamente irreali, scatenavano in lei emozioni così devastanti, più potenti d'un sogno che prima del risveglio pare realtà. E poi ci metti un po' a capire che "era solo un sogno".
Ma lei sognava (o faceva incubi) ad occhi aperti, ma si rassegnava subito all'improbabilità di quelli positivi.
Qualcuno bussò. Poi suonò. Il suo cuore tumultò.
<<Eccomi qui, mi era sembrato di capire che avevi bisogno d'un abbraccio. Sbaglio?>>
Lei sorrise, ma rimase senza parole. Senza fiato.
Pensò: <<Il lato positivo di pensare negativo è che quando accade qualcosa che credi non possa accadere, sei felice il quadruplo>>.
Buttò giù un grosso sospiro e corse verso la dolcezza.
Per oggi.

L'uomo che farebbe di tutto per me

L'uomo che farebbe di tutto per me, anche l'impossibile, l'ho già incontrato: mio padre.

Dove vai?

<<Me ne vado>>
<<Dove vai?>>
<<Per la mia strada>>
<<La tua strada è la stessa mia>>

La sottile linea

Esiste la via di mezzo? Nei sentimenti, dico.
No, perché io non la trovo, indicatemela.
Se ad un sentimento resisto, se cerco di controllarlo e non mostrarlo completamente, mi sento oppressa. Come se ci fosse una cappa su di me, che mi spinge giù con il doppio della forza di gravità che abbiamo sul pianeta Terra.
Se invece mi lascio andare, esso mi fa toccare il cielo e contemporaneamente mi terrorizza. Mi fa sentire di espandermi oltre il corpo, che non può contenere tutto.
La cappa non esiste, in quel caso, ma ciò che espando è costantemente, nella mia testa, in pericolo.
La sottile linea fra paradiso e terrore.

Gli abbracci

Gli abbracci sono case

Romanticismo

Il romanticismo mi piace, sono un'inguaribile.
Ma me lo tengo un po' per me, ne tiro fuori solo parte.
E lo disprezzo quando è esagerato: ho imparato che esso è mascherato, maschera menzogne.
Romanticismo è guardarsi in silenzio e sentire il cuore che batte, una carezza, un bacio appassionato all'improvviso, una risata di cuore per una cosa stupida che capite solo voi due.

I 5 sensi

Mi piace toccare: più l'anima, che il corpo.
Perché uso il tatto, ch'é guidato dal cuore. 
Come esso guida i cinque sensi:
il gusto per assaporare e capire se è ciò che vogliamo,
l'olfatto per riconoscere e trovare sollievo dalla frenesia, 
per poi addormentarsi.
l'udito per ascoltare i sospiri e i battiti,
la vista per cogliere la verità negl'occhi dell'altro e trasmettere la propria anima,
il tatto, appunto, come completamento di una fusione scelta, come per dire "ti accetto e ti amo per quello che sei, quindi ti tocco nella totalità: corpo con anima".
Mi piace incatenare al muro senza lasciare scampo chi ho di fronte, spogliandolo di ogni scudo o barriera,
sorprendendolo e creando un legame naturale ed indissolubile.

Io ci credo

<<Io ci credo, e tu?>>
<<Sì. Ma ho tanta paura quando credo.>>
<<Oh, io ne ho sempre. Costantemente.>>
<<Allora andiamo. Tuffiamoci e ridiamo come sempre.>>

Poche

Le persone che ti ascoltano davvero, che sono interessate a ciò che sei e ciò che hai dentro, che in qualche modo quando ti apri sposano un po' la tua anima, sono poche, veramente poche.
Ma fondamentali. E le cose fondamentali, per esserlo davvero, non possono che essere poche. 

Immobili e uguali

Immobile. 
Il corpo trema, pervaso da brividi di freddo ma sensazione di calore.
Occhi fissi. Spalancati.
Tutto intorno il mondo sparisce, i suoni si affievoliscono, le persone di passaggio diventano come i pedoni osservati dalla finestra di un grattacielo, al piano più alto.
Intorno tutto è sfocato. 
C'è un soffio di vento, almeno quello riesce a dare un po' di sollievo a quella incantevole e spaventosa tensione.
Solo il vento muove loro i capelli e gli abiti.
Immobili.
Uguali.
L'uno di fronte all'altra.
Emozioni violente contenute da corpi statici. Terrorizzati.
Lui fece un passo avanti, era più vicino.
Lei non abbassò lo sguardo.
Occhi negli occhi, spalancati.
Ora potevano guardarsi l'anima.
Stavolta il vento si fece da parte.
Le mani si mossero da sole, spontaneamente, lentamente.
Le dita si intrecciarono e d'un tratto la città divenne deserta.
Nella paura. Nell'amore.

Voce e scrittura

Con le parole, a voce, non ci so fare bene.
Mi s'impigliano in gola e nel cuore, escono a fatica.
Pause, sguardi bassi, sguardi diretti e spaventati.
Vuoti, come non saper più cosa dire, da quale fonte attingere.
Silenzi. Ripetizioni.
Mentre se scrivo, riesco a rendere l'idea.
Con le parole scritte sì, ci so fare.
Non vengo guardata in volto, il mio rossore è invisibile agli occhi altrui, le mie espressioni impossibili da nascondere sono dall'altra parte della vista.
E' come coprirmi il volto con le mani. Aprendo il cuore.

Dolcezza e durezza

Per aver taciuto troppo ieri,
colpisco verbalmente oggi, anche sbagliando.
Passo dalla dolcezza alla durezza repentinamente.
Per aver creduto troppo ieri,
rimango fondamentalmente cinica oggi.
Passo mentalmente dalle stelle alle stalle.

La musica

La musica c'è sempre
Non fa domande
Non delude
Non va via
Ti accompagna ogni volta che vuoi
Ti soccorre quando ne hai bisogno
Esulta con te quando sei felice
Ti capisce quando piangi
E, il più delle volte, ti fa rivivere istanti, periodi

Per oggi

E se domani cambierà,
Allora che senso ha?
Oggi vivrò di oggi,
Ho imparato a vivere di me,
Con me,
Nasconderò la mia anima,
Per oggi.
Per oggi sembrerà
Che non ho paura
E che nulla mi tocca.
Sembrerà. 

Bisogno

E' quando divento un disastro che ho più bisogno d'amore.

Quando è più difficile

Quando ho più paura,
quando non mi sento affatto bella,
quando piango,
quando taccio e penso,
quando sento ma trattengo,
quando corro nella direzione opposta,
quando sbaglio,
quando perdo la bussola,
il senso della realtà,
quando manderei tutto il mondo all'aria,
quando voglio arrendermi,
quando voglio cedere
ed essere debole invece che forte,
tu, amami ancora di più.

La semplicità

La semplicità è sottovalutata
Schernita spesso
Invece essa ha un valore inestimabile
È una cosa meravigliosamente pura
Pochi la capiscono
Pochi la apprezzano
Chi la possiede sa riconoscerla
Chi la deride è povero dentro
Dalla semplicità possono nascere cose stupende 

Daniel

Una casa grande, le finestre enormi per far entrare la luce.
Quelle stesse finestre facevano entrare le tenebre, quando il cielo decideva di mandare pioggia battente e fulmini.
Specie quando Lisa si ritrovava così, seduta sull'orlo del divano, sola in una casa troppo grande, con le mani sul viso, a coprire gli occhi, in un pianto soffocato, singhiozzante, che sembrava voler vomitare l'anima lacerata, invano.
Le gocce di pioggia formavano piccoli diamanti lucenti sul vetro del finestrone e tra tutte quelle luci, gente con gli ombrelli che sfuggiva al temporale all'ultimo istante, suoni di clacson per imbottigliamenti, sicuramente baci rubati o cuori infranti, sotto quel battere monotono ed assordante, Lisa vedeva solo il buio delle undici di sera. E il silenzio, il silenzio dentro quell'abitazione, l'eco di esso attorno e dentro al cuore.
Il suo piccolo Daniel le mise la minuscola e cicciottella manina sulla coscia e preoccupato, con voce fioca ed incerta, chiese alla giovane madre:
<<Mamma, perché l'amore finisce?>>
<<Tesoro, l'amore finisce se non era amore.>>
<<E come si fa a sapere se lo è? Tu piangi, quindi non lo sapevi..>>
<<Non lo sai mai. O meglio, a volte vuoi crederci, altre davvero vedi solo ciò che vuoi vedere senza nemmeno rendertene conto. Bisogna farci i conti, nella vita. Forse, un giorno, sapremo riconoscerlo. E' raro però, tesoro, molto raro. E ricorda che però l'amore di una madre e un padre per i proprio figli è l'unico amore che non potrà mai svanire. Noi ci saremo sempre, piccolo mio, anche se il destino ci ha divisi, per te ci saremo sempre.>>
<<Mamma, quindi un giorno soffrirò anche io così?>>
<<Può darsi, amore, può darsi. Ma ti servirà, ti forgerà. E ti posso assicurare una cosa: non saper amare è molto più triste.>>
Il bambino non capiva fino in fondo le parole della madre, ma assorbiva come una spugna. Sarebbe diventato un brav'uomo.
Passarono vent'anni. Daniel ne aveva 28. Lisa lo aveva lasciato un giorno improvvisamente, quando lui aveva solo dieci anni, in un incidente d'auto fatale.
Era diventato forte, coraggioso e aveva scoperto di saper amare. E quindi di saper soffrire, immensamente. Ricordò sempre le parole della madre e vi trovò sempre riscontro nella sua realtà.
Lo aveva davvero quasi cresciuto come se stessa, le somigliava moltissimo. Non solo gli occhi ed i capelli lucenti, ma quella sensibilità comprensibile a pochi.
Rientrò a casa. Pioveva, tuonava. La casa era grande, e c'era solo lei, sul divano, con le mani sul volto, a coprire gli occhi in lacrime. Anna, la ragazza che conobbe due anni prima, di cui s'innamorò dopo aver creduto di non poterci più riuscire.
Era lì che piangeva, disperata. Avevano litigato, era un periodo difficile. Ma Daniel, dopo aver sbattuto la porta minacciando di andarsene (sembrava finita), tornò.
Quella manina ora era una mano d'uomo, la poggiò sui capelli mossi di lei, li accarezzò e le disse:
<<Amore, l'amore non finisce se era amore. Ed io dovevo tornare indietro, qui da te.>>

E' forte

E' forte chi ha già fatto i conti con la solitudine senza cercare la compagnia qualunque

Scrivere

Non è mai la consistenza della materia a guidarmi,
sono i sentimenti, le emozioni, gli stati d'animo,
quelli più difficili da decifrare, quelli più tormentosi
o quelli più profondamente belli.
Ed è quando essi mi premono con insistenza che la mia mano viene guidata e traccia parole dettate solo dall'inconsistenza dell'immateriale.