Immobile.
Il corpo trema, pervaso da brividi di freddo ma sensazione di calore.
Occhi fissi. Spalancati.
Tutto intorno il mondo sparisce, i suoni si affievoliscono, le persone di passaggio diventano come i pedoni osservati dalla finestra di un grattacielo, al piano più alto.
Intorno tutto è sfocato.
C'è un soffio di vento, almeno quello riesce a dare un po' di sollievo a quella incantevole e spaventosa tensione.
Solo il vento muove loro i capelli e gli abiti.
Immobili.
Uguali.
L'uno di fronte all'altra.
Emozioni violente contenute da corpi statici. Terrorizzati.
Lui fece un passo avanti, era più vicino.
Lei non abbassò lo sguardo.
Occhi negli occhi, spalancati.
Ora potevano guardarsi l'anima.
Stavolta il vento si fece da parte.
Le mani si mossero da sole, spontaneamente, lentamente.
Le dita si intrecciarono e d'un tratto la città divenne deserta.
Nella paura. Nell'amore.
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