<<Cos'hai?>>
<<Niente.>>
<<So che hai qualcosa, riconosco quell'espressione sul tuo viso...>>
<<Niente.>>
<<So che hai qualcosa, riconosco quell'espressione sul tuo viso...>>
La guardò, neanche troppo sorpreso. Rassegnato a ciò di cui era già a conoscenza. Grato, anche, per quel dono ricevuto: essere capito, senza bisogno di parole. Ormai sapeva che lei poteva entrargli dentro con uno schiocco di dita, sapeva che lei leggeva i suoi gesti, il suo tono di voce, il suo sguardo, i lineamenti del suo volto che cambiavano a seconda delle emozioni. E lei lo sapeva anche. Anche lui sapeva farlo, se si trattava di lei. Nessuno scudo era stato sufficiente per nascondersi, nessuna paura, nessun cinismo era riuscito a impedire loro di legarsi, involontariamente.
Le sorrise, nonostante la stanchezza, le preoccupazioni. Sapere d'avere una persona accanto, nel bene e nel male, è qualcosa di confortante, ancor più di miracoloso, straordinario.
Le sorrise, nonostante la stanchezza, le preoccupazioni. Sapere d'avere una persona accanto, nel bene e nel male, è qualcosa di confortante, ancor più di miracoloso, straordinario.
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