mercoledì 19 ottobre 2016

Il mostro della notte

Dormi, sogni nel tuo letto. Sei al sicuro, non può succederti niente. E poi Boom. Crash, boom, bang, boomboomboomboom, crash, crash. E' buio, il rumore assordante, sempre più forte, sempre più violento, ti paralizzi e urli, oppure cerchi di scappare ma cadi. La casa si muove troppo, "sta per crollare" pensi, e urli ancora, vuoi scappare ma non riesci, sai che fuori è più pericoloso. E allora boom, crash, boom, vi guardate tutti negli occhi, terrorizzati, "non smette!" urlate disperati. E' tutto sfocato, il movimento violento rende poco lucide le immagini dell'abitazione. Si ferma. "Non si ferma!". Si ferma. Boom. Ancora. Si ferma. "Scappiamo!" e per strada un abbraccio mentre ancora la terra trema sotto i piedi e le case ballano di fronte a te. "Di qui a pochi chilometri qualcuno sarà morto. Un altro posto, ancora, dopo soli sette anni, è stato per forza distrutto. Qui ci sono crepe, anche larghe e profonde. E non è l'epicentro." Lacrime, forza allo stremo, notti insonni. Macchine, materassini, occhiaie, lacrime, nausea, passeggiate senza forze solo per non stare in casa.
E poi dormi? No. Come si fa a dormire? Non sei al sicuro, non è vero che non può succederti niente. Se non muori, una parte dentro di te, per almeno la seconda volta in pochi anni, si spezza, si squarcia. Può riaddormentarsi dopo alcuni anni, ma risvegliarsi non appena, nel cuore della notte, il mostro ti coglie impreparato. Nudo. Impotente. Non è giusto. Non è così che dovrebbe essere. Fa male. Sanguina. Sanguinerà per sempre.
Mezzo cuore all'Aquila, mezzo cuore ad Amatrice.

Il tempo

Il tempo: un bene fondamentale che in molti, troppi, danno per scontato. Come se ce ne fosse per sempre.

sabato 15 ottobre 2016

Un istante in più

Occhi negli occhi,
silenzi nei silenzi,
finsero d'avere gelidi cuori,
cuori che non si toccavano,
mani che non avevano nessuna intenzione d'intrecciarsi.
Si dichiaravano guerra fredda,
cercando di aggrottare le sopracciglia
e guardandosi con aria di sfida.
<<Non mi avrai>>.
<<Non mi avrai>>.
Solo uno sciocco non avrebbe capito.
Bastava guardare i loro occhi qualche istante in più.

Sentire

Capire che il tempo e l'amore che una persona vi dedica
è un dono da accogliere con gratitudine
e non qualcosa che va preteso o vi spetta di diritto,
apprezzare ogni gesto di premura e dolcezza
e non darli per scontato,
colorerà ogni istante della vostra vita,
farà sì che niente, mai e poi mai, si riduca
alla mera e straziante monotonia
di chi non guarda più a fondo
e non sente.

Grigio. Bianco. Nero. Grigio.

So che alla fine è grigio. Tutto.
Non bianco o nero, ma grigio.
Eppure sento così forte e distintamente
il bene ed il male.
Sperimento l'amore
e mi travolge senza riserve.
Sperimento il dolore
e mi riempie straziandomi
senza vie d'uscita.
So che c'è un po' di bene nel male,
un po' di male nel bene.
Un po' di difetto nell'amore,
un po' d'amore nel dolore,
un po' di sofferenza in un sorriso,
un po' di gioia in una lacrima.
Ma il mio cuore si riempie dell'uno o dell'altra,
e vaga, dondola, vacilla
tra sentieri accecanti
e tenebre costanti. 

Per una carezza

Per una carezza in meno divento triste e dubbiosa.
Per una carezza in più divento felice e gioiosa.
Aprire il cuore ed essere ignorata mi stende,
non trascurare mai se della sua anima, qualcuno, ti spalanca le tende.

I miei mostri

Faccio i conti coi miei mostri,
li sgrido, li scanso,
ma son sempre tra i piedi nostri.
Intralciano la felicità,
io chiedo loro continuamente 
"Abbiate pietà".
Chè non posso permettere
a causa loro
te, vero amore, di perdere.
Non vinceranno,
te lo prometto.
Ti ringrazio di tenermi ancora la mano,
chè l'amore mai mi aspetto.

Attenzione

Ciò che calorosamente ed intensamente ti avvolge può fortemente stritolarti. Attenzione.

Amici in amore

<<Se tu fossi una donna, saresti mia amica? Ti piacerebbe avermi come amica? Perché se io fossi uomo, ti vorrei come amico. Non credo sia un ingrediente inutile, quello di avere il piacere di essere anche amici, in amore>>

Una spada

Mi trovo in un mondo che spesso sento non appartenermi,
provo paura, amore, tanti sentimenti e non riesco a trattenermi.
Mi guardo intorno e poi, però, mi chiudo.
Il giudizio e la leggerezza, da essi mi escludo.
Così taccio, oppure urlo tutto e mi sento bersaglio facile
per essere trafitta da una spada fredda e agile.

mercoledì 17 agosto 2016

I miei silenzi

Posso parlare e provare ad esprimere ciò che sento all'infinito. Ma i miei silenzi diranno sempre di più di ogni parola. E li capirà solo chi saprà e vorrà leggerli.

Un freddo e ventoso giorno di febbraio

Pioggia battente.
Freddo e vento.
La giacca non basta a coprirmi.
Il freddo le passa sotto
E mi arriva dentro.
Mi gela il cuore,
Mi morde lo stomaco.
E la giacca è piccola
Per il freddo che sento.
Fino all'anima.
Le tue mani e le tue braccia
Nemmeno loro bastano
Loro che di solito guariscono tante cose in me e su di me
Stavolta fanno bene
Ma fanno anche un male assordante.
Mi guardi piangere
Inconsolabile
Mentre mi accarezzi il viso
In silenzio
Senza nulla da dire.
Non so se sarà l'ultima
Non so se e quando ci sarà una prossima volta.
Sali su quell'autobus maledetto
Che ti porterà verso un volo oltreoceano.
In silenzio ti lascio la mano e tu te ne vai.
Non ti scorgo più.
In un messaggio mi dici "sei la mia vita", mentre l'autobus parte.
Il freddo si fa sentire ancora di più.

Contraddizione

Vivo guidata da una grande contraddizione: la paura di tutto; di fallire, di perdere qualcuno, di soffrire. E magari mi freno, e magari mi arrovello e mi contorco stomaco e anima con preoccupazioni e timori. E la convinzione che però voglio vivere ogni istante più che posso e, soprattutto, con le persone che amo accanto il più possibile. Ché la vita non sai mai cosa ti riserva, non bisognerebbe sprecare nessun istante. Bisognerebbe vivere di più sapendo che da un momento all'altro tutto potrebbe cambiare, o finire.

Nonostante

Nonostante la tua indescrivibile stanchezza,
nonostante tu non abbia il tempo neanche per te stesso,
nonostante tu sappia che sarà solo per due o tre ore,
tu, certe volte, prendi la macchina, attraversi quei 60 kilometri che ci separano, che di per sé non sarebbero neanche tanti, se tu non lavorassi così tanto e senza mai un giorno di tregua.
Ma prendi quella macchina e, mentre io me ne sto sul letto triste perché il tuo lavoro ci separa e ci permette poco tempo, pochissimo insieme, inaspettatamente mi scrivi "chiamami, ma affacciati alla finestra perché il telefono non ti prende bene". E io capisco. E io trasformo quel muso lungo in una curva dolce e solare chiamata sorriso. E io mi affaccio e ti sorrido, senza dire niente per alcuni secondi.
Nonostante i demoni che ti ho a volte mostrato, qui, dentro di me, tu mi vuoi. Tu mi ami. E io questo non lo dimenticherò mai. Anche se un giorno smetterai. Spero mai.

Ti amerò

Ti amerò ancora, al di là di ogni confine immaginabile, perché sei dentro di me come mai nessun altro. E scusa se a volte ho paura, ma le cose belle spaventano tanto e forse anche tu lo sai. Ti amo, sei qui e ti accarezzo mentre dormi, mi appartieni, ti appartengo.

giovedì 21 luglio 2016

#siamopersonenonoggetti #nonesistiamoperpiacereavoi

Distaccandomi un attimo da quello che è il reale intento del mio blog (scrivere pensieri d'amore, d'amicizia, di paura, di follia, di rabbia di sentimenti), ma forse nemmeno più di tanto, riporto ciò che è stato scritto su una pagina facebook (Felinia) in merito alla questione portata a conoscenza da Selvaggia Lucarelli sulla ragazza criticata dal Corriere della Sera per non essere abbastanza magra da poter portare gli shorts:
"Ieri il Corriere della sera ha pubblicato uno scatto con Chloe Moretz e il fidanzato facendo notare che la ragazza non si "separa mai dai suoi shorts" e che "peccato non sia così magra da poterli indossare con disinvoltura". Il commento è stato rimosso dopo l'intervento della Lucarelli, se non fosse intervenuta una "di rilievo" secondo me sarebbe rimasto così com'era."

Partendo dal presupposto che quella ragazza può benissimo portare uno shorts, a parer mio, questo piccolo episodio fa capire ancora una volta quanto gretta, ignorante e maschilista sia la mentalità degli italiani. Per quale motivo, IO donna, non posso indossare ciò che voglio perché sono, per gli standard del cavolo della nostra degradata società, non all'altezza? Per quale diamine di motivo io devo sentirmi continuamente in imbarazzo a camminare per strada e sentire apprezzamenti troppo pesanti da sconosciuti oppure offese? Ho 29 anni e quando esco di casa esco come mi pare e piace, per come mi sento IO a mio agio. Ma una volta messo piede fuori, se sono sola, devo prepararmi ad ogni tipo di scenetta sui treni, per le strade, sugli autobus, da parte di uomini. Per quale motivo ragazze un po' più fragili devono ammalarsi per colpa della vostra mentalità del cazzo? Per quale motivo un uomo può uscire come diamine gli pare e se gli viene scattata una foto a petto nudo, comunque esso sia, non viene additato come "poco adatto al topless"?
Sento molti italiani che vivono all'estero e affermano che tutto questo succede solo in Italia, oltre che in paesi del Medio Oriente e della ex Jugolsavia.
E i giornalisti, prima di scrivere (è stata una donna, ancora più triste dunque il fatto), dovrebbero passare per lo psichiatra, per evitare di colpire le persone in questo modo ignorante.

venerdì 15 luglio 2016

Svegliarsi con te

Mi sveglio sola, mi specchio, mi sciacquo e tento di connettermi col mondo circostante grazie ad un caffè. Ristretto, rigorosamente.
Ogni giorno vivo la vita, ogni silenzio prezioso in compagnia di me stessa, ogni risata in compagnia, ogni sguardo alla natura, valorizzata dal sole o dalla pioggia. Affronto ogni giorno le mie paure, le mie preoccupazioni e ogni giorno ripasso i miei sogni, i miei obiettivi, le mie aspettative, che quasi mai si presentano come te le immaginavi. E comunque cammino a testa alta, alla fine ce la faccio a superare qualsiasi cosa, sono io, sono una donna, sono me stessa, non mi perderò mai più.
Poi a volte mi sveglio con te accanto, apri gli occhi e mi ci specchio, invece di andarmi subito a sciacquare ti osservo e ti accarezzo, ci sorridiamo. Se è tardi te ne vai, perché il lavoro ti aspetta, altrimenti restiamo lì, abbracciati, intrecciati, finché ci va. Ogni giorno vivo la vita con me sapendo che tu ci sei anche quando non sei presente, vivo con te ogni silenzio prezioso, più forte di ogni parola pronunciata, ogni sguardo alla natura, con te, ha un valore aggiunto. Con il sole o con la pioggia. Ogni giorno affronto le mie paure, le mie preoccupazioni e ogni giorno ripasso i miei sogni, i miei obiettivi, le mie aspettative, ed in ognuno di essi ci sei anche tu, anche se so che chissà se poi le aspettative saranno state fedeli. E comunque cammino a testa alta, alla fine ce la faccio a superare qualsiasi cosa, sono io, sono una donna, sono me stessa e non mi perderò mai più. Però tu che al mattino, quando il mio viso è ancora un po' stanco, i miei capelli raccolti un po' spettinati, mi dici "quanto sei bella", mi rendi felice perché mi sento amata per quello che sono, senza bei vestiti, senza trucco, magari con un pochino di occhiaie. Come quando ci scontriamo così forte, ma nonostante le brutte parole e le ferite che ci infliggiamo a vicenda, torni a stringermi la mano più forte. Sì, sono io, e tu ci sei per quel che sono. Almeno fin ora, almeno finché vorrai.

lunedì 11 luglio 2016

Due tipi d'amore

Si interrogava spesso, troppo spesso, sui sentimenti, sulle emozioni, gli stati d'animo, sulla vita. Lei. Si soffermava su ogni particolare, tanto che anche l'analisi di un dettaglio poteva portarla ad impazzire. Perché quel dettaglio diventava qualcosa di importante, fondamentale e, se non analizzato, ragionato, avrebbe scombussolato ancora di più quel puzzle complicato che è già un'anima, pur se con tutti i suoi tasselli confusi.
Aveva vissuto gioie e dolori, probabilmente soprattutto dolori, ed era per questo, forse, che camminava cercando di non calpestare niente e nessuno, con quella leggiadria di chi in realtà dentro porta un dolore immenso, una paura costante e incontrollabile.
Aveva capito che i sentimenti la sovrastavano, pur cercando di domarli finiva sempre per farsi dominare da essi.
E avrebbe voluto, sempre fortemente voluto, spegnere tutto e razionalizzare qualsiasi cosa, anche la meno razionalizzabile al mondo: l'amore.
Ecco, l'amore. L'amore era davvero capace di farla innalzare fino ad espandersi oltre il corpo, con l'anima forte e fragile che si portava dentro. Ed era, nel frattempo, capace di trascinarla in un abisso così profondo che solo una grande forza di volontà avrebbe potuto riportarla in vita.
Quell'abisso, già vissuto, la spaventava, ma quando l'amore le ricapitava non poteva bloccarlo, pur se ci provava con tutte le sue forze, finiva per esplodergli nel petto.
Aveva imparato forse qualcosa di importante, o forse era solo riuscita a razionalizzare l'irrazionalizzabile, dopo tutti i disperati tentativi di anni e anni. Aveva imparato che l'amore che resta tale solo fino ad un certo punto e poi finisce, era un amore da adolescenti. Forte, certo, coinvolgente, non lo metteva assolutamente in dubbio. Ma distruttivo, demolitore ancor di più una volta finito. L'amore, quello che invece dura nel tempo, quello che non lo distruggono nemmeno le cannonate d'odio, quello che muta e matura senza spegnersi, è l'amore vero. Quello in cui le due parti in gioco decidono la vita insieme e non hanno più bisogno solo ed esclusivamente della parte adolescenziale per mantenerlo in vita. E' difficile, chissà forse improbabile, raro. Ma il secondo sperava di sperimentarlo, di essere a qualche passo da esso, per poter dire che esisteva.

venerdì 24 giugno 2016

Dettagli

Inverno. Inferno.
E' curioso.
Cambia una lettera. Cambia la temperatura.

Dolore e felicità

Ricordo giorni in cui ho consumato la pelle che contorna i miei occhi. Per piangere. La pelle era solo l'ultimo strato superficiale del dolore.
Ricordo giorni in cui avevo leggero e piacevole dolore dagli angoli della bocca alle orecchie. Per ridere. Per ridere tanto. La bocca era solo l'ultimo elemento superficiale della felicità.

Lacrime di ghiaccio

Una lacrima solca il mio viso,
può scomparire grazie a un sorriso.
Ghiaccio diventa,
se son sola, spaventa.
Se nessuna mano la sfiora per portarla via,
lì ghiaccio rimane, sulla pelle mia.

Fotografie

Come capita di vedere in qualche film, vorrei che ti fotografassero mentre mi guardi e non me ne accorgo.

Tormentata

Gli corse dietro, pentendosi di quelle parole amare.
Lo raggiunse. Il braccio, riuscì ad afferrarglielo. Forse con troppa veemenza, che sembrò violenza, rabbia. In realtà era come dirgli:"Non andartene, io ti amo".
Ma dalle labbra le uscì molto di più. Mentre le lacrime le rigavano le guance involontariamente riuscì a parlare con una voce così calma e chiara, che si sorprese di se stessa.
Buttò giù tutto quello che in quel momento le passava dalla pelle fino al cuore, senza pensare alle conseguenze.
"La mia anima inquieta vorrebbe solo trovare pace. E con te la trova. Le basta, alla mia anima, una carezza, uno sguardo. E tutto si calma. Non so perché lei sia così, così tormentata, da sempre e forse sempre più, o sempre meno, non lo so. Sa toccare il cielo e poi il fondo in un secondo. Sa sdoppiarsi in una maniera che io ancora non comprendo. Io non so se quest'altalena ti piaccia o no, a volte mi sembra proprio di no e allora la paura mi assale, altre invece mi sembra che nonostante ciò tu ami la mia anima e quindi accetti anche le altalene. Io non ti chiedo di restare se non vuoi più, ti chiedo solo di non andartene così".
Per tutto il tempo che lei parlò lui rimase immobile, col braccio verso l'alto, il gomito piegato ed il polso nella presa stretta e sentita di lei. Con la testa bassa ascoltò ogni parola. Probabilmente fu la sua anima ad ascoltare, più che le sue orecchie. Era così, ogni volta. Paradiso e poi tormento, poi di nuovo paradiso. Ma non aveva mai conosciuto creatura più particolare, speciale e bella.
La guardò, lei aveva uno sguardo impaurito che diceva:"Dimmi qualcosa, ti prego".
Il cuore di lui, come ogni volta, sentì il calore.
"Ti amo, non vado da nessuna parte. Tranquilla".
E l'abbracciò, mentre il cielo cominciò a piangere. Di gioia.

Finché

Finché mi terrai per mano, nonostante tutto, io non mollerò la presa.

Sento troppo

E' che sento troppo, sento prima, sento il troppo e il poco di tutti.

Un giorno non è bastato

Come quei film, che ogni volta che li rivedi
scopri qualcosa in più.
Come quelle canzoni, che ogni volta che le riascolti
avverti un'emozione in più.
Così, vorrei rivivere quel giorno,
per assaporare ogni istante
perché un giorno non è bastato.

Grazie a chi c'è

Avresti potuto scappare, io non ti ho mai legato.
Avresti potuto voltarti e andartene, non ti ho mai costretto a restare. E' per questo che ringrazio chi rimane. Potrebbe salutarmi, eppure non lo fa. Perché sono importante.
E sapere d'essere importanti per qualcuno è stupendo.
Quante volte sono incredula che ciò possa accadere.
Poche, pochissime volte. Ma proprio per il loro esiguo numero, autentiche.

Ditelo

Quando sentite qualcosa, ditelo.
Quando il trattenere vi crea tormento, ditelo.
Quando non riuscite a liberarvene tacendo, ditelo.
Al diavolo la paura, comunque vada vi sarete alleggeriti.
Si potrebbe dar vita ad un litigio, ad un rifiuto.
Ma se ce n'è, il litigio porterà alla pace e ci si unirà di più.
Altrimenti è stato meglio così.
Se ce n'è, non ci sarà un rifiuto, il contrario.
Altrimenti meglio così.
Comunque vada avrete un peso in meno dentro di voi.
E quindi se sentite una mancanza, diteglielo.
Se siete arrabbiati con qualcuno, diteglielo.
Se avete paura di qualcosa, ditelo.
Se vi sentite in colpa verso qualcuno, diteglielo.
Se amate qualcuno, diteglielo.
Magari vi dirà che anche voi gli mancate.
Magari vi dirà che avete ragione ad essere arrabbiati e vi chiederà scusa.
Magari vi dirà che non dovete avere paura e vi abbraccerà.
Magari vi dirà di non sentirvi in colpa.
Magari vi dirà di amarvi anche lui/lei.
Oppure non accadrà niente di tutto questo.
Ma comunque vada sarete più leggeri e avrete una risposta.

Lontano dal mare

Ho bisogno dell'orizzonte. 
Da qui non si vede.

Una lente di ingrandimento

Guardo il mondo con una lente d'ingrandimento: la sensibilità. 
E più mi avvicino a te, più vedo a fondo i dettagli, più placo o alimento le mie inquietudini, più vivo di emozioni.

Le docce

Le docce più belle si fanno dopo lo sport, dopo essersi immersi nella salsedine del mare, nella sabbia e nel sole, e dopo aver fatto l'amore.

Stringendoti

Ho la vita fra le braccia. 

L'amore

Il paradosso più grande al mondo: l'amore. Ci rende tanto forti quanto deboli. Doppiamente felici e, nel frattempo, doppiamente distruttibili.

A mia madre

Mi sei dentro come nessuno. Io quasi sono te.
Se sorridi sento profumo di fiori fino all'anima,
se stai male sento aghi dalla pelle fino al cuore.

Tutto ciò

Tutto ciò che non posso controllare mi terrorizza.
Ma tutto ciò che non posso controllare mi travolge e mi innalza.

Due cinici

A volte sembriamo due cinici, dei quali pur vedendosi chiaramente e a kilometri di distanza l'amore, cercano di fingere che ci sia ancora qualcosa in cui non credono e che non desiderano, pur avendo per il resto mostrato più di quanto avrebbero mai pensato di mostrare

Compresi

Non smetterò mai di dirlo: forse accade solo una volta nella vita, non so, o magari mai. Ma essere capiti davvero è una delle cose più belle al mondo. Cedere la chiave della tua anima a qualcuno, anche se hai dannatamente paura, e accorgerti che questa ha davvero intenzione di comprenderti e, laddove non riesce, amarti comunque, è qualcosa di irrazionalmente (in)comprensibile. Ma soprattutto qualcosa di straordinario.

Mondi

Le persone sono mondi. Molte le ignori, alcune ti incuriosiscono ma dura poco, altre suscitano in te il desiderio di esplorarle.
Esplorare qualcuno è un atto di profondo interesse, quindi amore. E' raro che qualcuno voglia esplorarci. Spesso ci si vuole fermare al corpo. Ma l'esplorazione di una persona richiede molto di più, va molto oltre e spesso, una volta entrati, nessuno dei due può tornare indietro.

Sta a voi

Sta a voi decidere.
Tutto contro e slegare quelle mani intrecciate. 
Tutto contro e stringerle più forte.
Sta a voi.

Dovevo capirlo

Dovevo capirlo quando mi illudevo di essere felice nell'affanno di essere migliore, nel sospetto così forte che poteva solo dire il vero ma non volevo ammetterlo, nel credere alle favole e alle belle parole, nel credermi mezza da sola ed intera in due, nello stare zitta di fronte al sesto senso e al malessere che esso provocava perché represso, nel l'annullamento totale di me stessa.
Dovevo capirlo che non era felicità, non era serenità, non era stabilità, non era amore. Ed io ero così stupida e ingenua. Così debole e sciocca da credere che non avrei potuto bastarmi senza un uomo accanto, che sarei morta senza.
Dovevo capirlo.
E l'ho poi capito.
Quando appena sola cominciavo a riacquistare la salute, la voglia di ridere, uscire, conoscere, quando la mia personalità, in realtà forte, tornava a dominare.
Quando mi facevo bella solo per me stessa, quando incontrando un uomo ormai era tutto diverso: non erano più le chiacchiere e le battute da circo ad attrarmi, ma un lieve rossore alle guance incornicianti un sorriso timido sovrastato da grandi occhi genuini.
L'ho capito, che sono le notti insonni a litigare per poi risvegliarsi abbracciati, le prese in giro e le risate, le lacrime e i dolori, i sacrifici e i denti stretti per il nodo allo stomaco, i silenzi pieni di significato, la percezione che tutto è reale e dunque imperfetto, non c'è menzogna, non c'è sospetto, non c'è il tacere per paura di scoprire, c'è il discutere anche a costo di perdersi per poi invece ritrovarsi più uniti di prima, nel capire che da sola sono intera ma con lui piena, senza quel vuoto, nella sincera dimostrazione di me stessa, anche quando dura o severa, nell'impormi quando mi sento poco rispettata anche a costo di perdere, ma assicurandomi di essere veramente amata, soprattutto per quella che sono. Senza annullarmi, senza reprimere questo carattere complicato ma ben delineato e forte. In un'anima eccessivamente sensibile.
L'ho capito, quando ho visto che non ero la sola ad aver paura di scoprirsi, quando vedevo da un viso espressivo la sincerità dei sentimenti a stento difesi a scudo, quando mi sono mostrata davvero, più volte, e lui è rimasto. Mi ha presa e ripresa, quando mi voltavo per andarmene, per paura. Per quella che sono.
L'ho capito, che la felicità e l'amore sono tutt'altro. Che non sono sinonimo di "favola" e "rose e fiori", ma di "pregi e difetti mostrati ma amati, difficoltà vere e momenti di distanza superati".
L'ho capito sì, che è tutt'altro.

Gli ostacoli

Non sempre ma spesso,
gli ostacoli sono limiti che noi stessi ci poniamo.
Tante volte, anche in mezzo alle peggiori intemperie,
anche dopo tanto tempo e tanto dolore,
si vince.
E il sapore di quella vittoria è ancora più gustoso.

Cima e abisso

Tocco il sole e mi brucio.
Mi spavento e torno giù.
C'è il gelo.
Allora mi rinnalzo.
Ma sono punto e a capo.
Brucia, quella luce così forte.
Bellissima.
Torno giù, poi di nuovo su.
Non so trovare un equilibrio.
Cime altissime e abissi profondi.
Ghiacciai e vulcani.
Terra arsa e cielo azzurro.

In bilico

In bilico.
Tra ragione e follia.
Tra paura e voglia.
Tra caos e armonia. 
Tra terrore e meraviglia.
Tra stanchezza ed energia.
In bilico.
Tra l'abisso e il cielo,
il bruciore e il gelo.

Lo proteggo

Lo proteggo,
Per quanto io abbia potere di farlo.
Lo difendo,
Per quanto io possa riuscire,
Avendo un cuore che ama.

La luce

Ora la vedo, è vicina... quella luce che per anni ho guardato da molto lontano e che mi sembrava inafferrabile. E tendendo la mano, cercando di prenderla, sentivo troppo dolore e non ci riuscivo. Muscoli, tendini, nervi e anima mi venivano contro.
Ma ho lottato, anche strisciando, rompendomi le ossa, sanguinando. E ora eccola, la luce. E' vicina, molto vicina, che non riesco ancora a crederci.
Grazie a chi mi ha amata, mi ama e mi ha sostenuta, mi sostiene. Sempre.
Grazie a me. Per una volta dovrei ringraziarmi, invece di rimproverarmi.

Con te

Io ho sempre paura,
sempre.
Ma poi quando mi stringi
e poggi la tua testa sul mio petto
è come se le paure svanissero
e fossi io a proteggerti dalle tue.

Quella curva lì

Perché vedi, quella curva dolce che si crea,
tra le guance, sotto al naso, quando gli angoli della bocca
spingono verso i lati esterni e rendono il viso più luminoso,
perché assieme alle labbra si dischiudono gli occhi,
emanando dolcezza e gioia quasi più della bocca.
Ecco, quella curva lì, ha un potere immenso.

Divisa

Ero intera, poi mi hanno distrutta.
Ero una, ora sono divisa in due. 
Ero debole, ingenua, credulona. 
Ora sono debole, forte, cinica. 
Debole e forte insieme, sì. 
Ecco perché ora sono divisa in due.
Lei ha paura, si difende sempre, come se qualsiasi cosa o chiunque potesse pugnalarla da un momento all'altro, abbandonarla. Ha tirato fuori gli artigli, forse troppo. Parole dure, forse troppo.
Non è cattiva, ha paura perché ha ferite ancora aperte. E piange se si accorge di aver ferito qualcuno con la sua durezza.
Lei, l'altra parte di lei, ancora ci crede.
Sì, ci crede che l'amore esiste, che non tutti feriscono. Lei, l'altra parte di lei, ama, appassionatamente, irrimediabilmente. Si lascia andare. Dà tutta se stessa. Poi si chiede se ha fatto bene o male. Se questo un giorno la ferirà. Oppure sarà la cosa più giusta della sua vita.
Lei, la parte dura e cinica, quella in realtà più debole, si chiede da cosa si stia difendendo e da una parte vorrebbe smettere, perché può far male.
Lei, la parte innamorata e fiduciosa, quella in realtà più forte, si chiede a cosa la porterà questo cuore in fiamme, impossibile da domare. E da una parte vorrebbe smettere, perché si sente distruttibile, a provare una cosa così grande.
Ma lei, sempre lei, fa le cose giuste, poi quelle sbagliate, fa casino, poi mette ordine o almeno ci prova, ma poi si accorge che ordine non c'è.
C'è solo l'amore. Che, nonostante tutto, sta continuando a vivere.
E allora lei, ancora lei si chiede: "Posso smettere di difendermi? Forse ho trovato ciò che pensavo non esistesse."

Scusa

Scusa se mi ci è voluto un po'
a capire che si tratta di un fiore,
non di un coltello.

A ognuno i suoi mostri

Tutti sbagliano.
C'è chi non se ne cura,
chi invece non riesce a perdonare se stesso.
Ma tutti sbagliano.
Ricordiamo che tutti i mostri che abbiamo dentro
spesso dettano le nostre azioni
e spesso si tratta di ferite
di paure
non di cattiveria.
Guardiamoci dentro,
e cerchiamo di capirci.
Poi chi ci ama,
resterà, con tutti i mostri,
e noi, coi suoi.

Lo prometto

Una parola mi scalfisce,
poi un gesto mi stupisce.
Non andare troppo avanti,
che di sbagli ne son tanti.
Attraversa con prudenza,
ama sempre con potenza.
Non odiare facilmente,
vince sempre chi comprende.
Che un cuore può spezzarsi,
in frantumi ritrovarsi.
E la bocca può urlare,
il dolore per sfogare.
Metti qui la mano al petto,
io ci sono, lo prometto.

Solo il tempo

<<Che c'è? Non ti vedo felice>>
Lo guardò con quegli occhi stanchi di chi ha resistito troppo.
Pieni di malinconia, pieni d'amore, di tristezza.
<<Non lo sono>>
<<Ma io... io voglio farti felice>>
<<Sì, me lo hai detto tante volte>>
La guardò, con quegli occhi di chi si rende conto che, forse, avrebbe potuto farle meno del male. Con quegli occhi di chi è terrorizzato, ma immobile, di fronte all'attuazione della perdita che non credeva che mai si sarebbe concretizzata.
<<Ma tu mi ami>> disse lui, con voce tremante e occhi lucidi, alla ricerca disperata di un minuscolo segno che facesse capire che ancora poteva riprendersela.
Le lacrime le sgorgarono contro la sua volontà, avevano resistito, ma riempito gli occhi fino a farle appannare completamente la vista. Il cuore.
<<Tanto>>
Il silenzio che seguì fu una delle cose più devastanti che lui mai sentì.
L'abbracciò.
Solo il tempo avrebbe risposto.

Magari

Magari l'involucro è fragile,
fatto di strati squarciabili,
distruttibili, delicati,
danneggiabili.
Magari in fondo,
nel nucleo,
trovi una roccia.

Le onde e la riva

Vorrei che fossimo come il mare, 
che con le sue onde scontrose invade la riva,
poi si redime, si calma.
Nulla può separare le onde e la riva,
si raggiungeranno sempre,
sempre si scontreranno e poi si calmeranno.

A voi

Non tutti hanno avuto una bella infanzia, parte fondamentale per l'avvio alla vita. Sì, poi tante altre esperienze, incontri, gioie e dolori ci formano e ci marchiano, ma l'infanzia, se triste o problematica, ci segna per sempre.
Grazie a voi, anche con le difficoltà di poi, ho ancora ricordi che mi confortano il cuore, di quando ero bambina.
Di quando tu, mamma, che hai avuto tante, troppe difficoltà nella vita e continui ad averne, mi lavavi i capelli e mi piaceva così tanto rilassarmi tra le tue mani e sentire il tuo profumo rassicurante.
Di quando tu, papà, mi portavi a vedere le stelle e mi spiegavi le costellazioni. Mi prendevi per mano e mi portavi con te proteggendomi dai mali del mondo esterno. Nonostante tu, le difficoltà, sai bene cosa sono. Quelle grandi, grandi davvero.
Ma voi, vite mie, mi avete dato un'infanzia serena, dolce, forse proprio perché voi non l'avete avuta. Mi avete dato tutto, sempre, e continuate a darmene ancora oggi che sono grande.
Ed è così che io, A VOI, dedicherò tutte le mie vittorie.
Ed è così, che io, pure sentendomi fragile, alla fine sono forte.

Sarò

Sarò la musica che avrai nelle orecchie quando sarai lontano.

Me

Intensamente.
Semplicemente,
naturalmente,
spontaneamente,
ossessivamente,
puntualmente,
tristemente,
felicemente,
ansiosamente,
emotivamente,
sensibilmente,
sinceramente,
apertamente,
dolcemente,
insopportabilmente,
timidamente,
allegramente,
speranzosamente,
odiosamente,
amorevolmente...
Me.

La precarietà

<<E tu, di cosa hai paura?>>
<<Della precarietà. Della precarietà di cose che si dicono essere importanti. Sì, la precarietà mi fa paura.>>

La forza è

La forza non è nascondersi, ma mostrarsi.
Ci vuole coraggio a mostrare la propria anima alla gente.
Puoi essere ferito, lasciato solo nel momento del bisogno anche se hai fatto sempre in modo d'essere vicino agli altri quando era il loro. Però avrai anche la possibilità di essere amato davvero. Per ciò che sei, per i mostri e gli arcobaleni che hai.

Un'altra salita

Eccola lì, è un'altra salita, vero? 
Ok, sembra abbastanza faticosa, ma ne ho viste di peggiori.
E le ho percorse.
E' lunga, arriva molto in alto.
Magari, se la percorro, quando arriverò in cima troverò un panorama ancora più bello. 
Pronti, partenza, via.

Siamo più forti

Che poi se tu mi fai forza, io riesco meglio.
E se io ti faccio forza, tu riesci meglio.
Sono più forte, siamo più forti.
Io sono qui. Ti aspetto.
E poi voleremo insieme.

Cosa vuoi per Natale?

<<Cosa vuoi per Natale?>>
<<Che mia madre torni a sorridere e non smetta più.>>

Attori e autentici

Ho visto occhi recitare sincerità,
ho sentito bocche sbandierare valori morali impeccabili con convinzione e grande oratoria, che si perdevano ogni volta che chi se ne faceva portatore si ritrovava lontano dalla gente davanti a cui voleva apparire perfetto.
Ho visto lacrime credere di convincerti della loro genuinità,
sentito parole e grandi promesse dietro cui c'erano tanti scheletri marci, tanti fantasmi malati, tante verità nascoste con elevata abilità.
Poi ho visto occhi volersi nascondere per non saper mentire sulla sincerità, su un sentimento.
Bocche tacere, corpi parlare.
Lacrime trattenute o nascoste, sentite come fragilità.

La libertà di essere fragili

A volte c'è proprio il bisogno di arrendersi alle proprie debolezze.
Di smettere di sforzarsi d'esser forti a tutti i costi, di erigere uno scudo per difenderci.

giovedì 23 giugno 2016

Coltivare

Coltivare: penso che sia la parola chiave.
Coltivare un sogno, coltivare una passione.
Un hobby, un'idea, una buona intenzione.
Coltivare un'amicizia.
Un amore.
Sì, coltivare è la chiave per arrivare al massimo delle nostre possibilità e non perdere ciò che abbiamo, o raggiungere ciò che desideriamo.

Oggi posso

E' proprio vero, gente: viviamo una vita così frenetica, così attenta alle apparenze, siamo tutti così concentrati su noi stessi e sui nostri problemi. A volte dovremmo fermarci e chiederci:"A cosa serve tutto questo correre, tutto questo voler apparire bene agli occhi altrui, tutto questo concentrarsi sui problemi?" e darci una risposta. Spegnere. Spegnere il computer, il cellulare, spegnere il cervello, i gesti automatici, le aspettative. Aprire quella parte incontaminata di noi, alzarsi al mattino e dirsi:"Oggi c'è il sole, che bella giornata! Uscirò e regalerò un sorriso al primo anziano che cammina faticosamente e se servirà gli darò una mano, poi guarderò il cielo, gli alberi, alzerò la testa e vedrò particolari che non avevo mai notato pur passando di lì ogni giorno, correrò da chi amo davvero e lo stringerò forte. Oggi, oggi posso."

Se..

Se sorridi, sorrido anch'io.
Se piangi, piango anch'io.
E' inevitabile.

La chiave 2

<<Cos'hai?>>
<<Niente.>>
<<So che hai qualcosa, riconosco quell'espressione sul tuo viso...>>
La guardò, neanche troppo sorpreso. Rassegnato a ciò di cui era già a conoscenza. Grato, anche, per quel dono ricevuto: essere capito, senza bisogno di parole. Ormai sapeva che lei poteva entrargli dentro con uno schiocco di dita, sapeva che lei leggeva i suoi gesti, il suo tono di voce, il suo sguardo, i lineamenti del suo volto che cambiavano a seconda delle emozioni. E lei lo sapeva anche. Anche lui sapeva farlo, se si trattava di lei. Nessuno scudo era stato sufficiente per nascondersi, nessuna paura, nessun cinismo era riuscito a impedire loro di legarsi, involontariamente.
Le sorrise, nonostante la stanchezza, le preoccupazioni. Sapere d'avere una persona accanto, nel bene e nel male, è qualcosa di confortante, ancor più di miracoloso, straordinario.

Prenditi un attimo in più

Prenditi un attimo in più...
per sorridere a chi è in un momento triste,
o a chi il tuo sorriso riempie il cuore.
Prenditi un attimo in più,
per dare un bacio che altrimenti trattieni per non mostrarti debole,
per dire una parola che viene dal cuore che altrimenti non diresti per non togliere quello stupido scudo.
Prenditi un attimo in più,
per accarezzare il viso di tua madre e guardarla sorridere,
per abbracciare tuo padre e zittire le sue paure nascoste,
per dare un bacio a tuo nonno,
per dimostrare il tuo amore a chi ami nel modo che più ti va.
Prenditi un attimo in più,
per te e per le persone del tuo cuore.
Non sempre c'è tempo, non sempre ne avremo.

Le promesse e le azioni

Tra le cose che ho imparato c'è che le promesse non bisogna scriversele sul cuore.
Molte volte sono castelli in aria, parole parecchio più grandi delle capacità e possibilità della persona che le pronuncia.
Molto meglio chi non promette, ma agisce solo quando sa che può. 
Chi si rende conto che non serve farsi belli con le parole, ma conta solo quello che si fa.
Le azioni sì, quelle sono da scrivere sul cuore.

Sensibilità

Sensibilità è cogliere le sfumature, i dettagli che nessuno vede e soffrirne o gioirne intensamente.

Tu

Le mani in tasca, quella tua espressione timida e discreta prima di entrare in una stanza, la testa un po' abbassata, gli occhi che chiedono:"E' permesso o disturbo?"

La notte di Capodanno

I cambiamenti non scattano la notte di Capodanno.
Non è che si azzera tutto alla mezzanotte del 31 dicembre e le chances vengono ricaricate.
I cambiamenti avvengono quando devono avvenire, quando siamo pronti o anche quando non lo siamo ma devono esserci, possono avvenire in un giorno qualsiasi.
E le chances perse le abbiamo perse, ma ne abbiamo altre davanti in altri campi, per altri motivi, con altre persone, altre occasioni ed altre esperienze.
Non è che fino a dicembre le chances sono finite e dobbiamo aspettare il nuovo anno per una ricarica.
Per sperare che vada meglio.
A mezzanotte del 31 non cambia proprio niente in automatico

La sensazione dev'essere...

La sensazione non dev'essere quella che ti fa sembrare tutto perfetto. No.
La sensazione dev'essere quella che ti fa sembrare sia giusto, anche se tante volte sembra tremendamente difficile e sbagliato.

Imparerai

Imparerai a tue spese che se vuoi essere compreso devi a tua volta essere disposto a comprendere.
Che per essere uomo non basta avere le parti anatomiche giuste,
lo stesso per essere donna.
Imparerai che venirsi incontro è l'arma più potente, che un sorriso è più prezioso di un regalo, che una presenza è più apprezzata di due parole.
Imparerai, inoltre, che hai ancora tanto da imparare, sempre, continuamente.

Un fiore autentico

Nella vita è vero, tante volte il dolore ci sorprende, quasi sempre impreparati.
Ci cambia e ci condiziona.
Nella vita, inoltre, può sorprenderci la gioia, può coglierci increduli, diffidenti.
Il cinismo prende il sopravvento su di noi, non sappiamo se crederci.
Sapete, dopo le pugnalate non è semplice riconoscere un fiore.
Ma quando, pian piano, esso ti fa capire con delicatezza e perseveranza anche di fronte ai mostri che ti porti dentro, che è un fiore autentico, preghi la vita di non portartelo mai via.

Credo

Credo fermamente che il male fatto, in qualche modo, ritorni indietro. Che il bene, invece, venga dimenticato, ma non da tutti.
Credo che nella vita incontriamo tanta gente, ma poca resti, perché strada facendo abbiamo bisogno d'imparare quello di cui necessitiamo per vivere nel migliore dei modi.
Chi va via, non è una perdita, ma un guadagno e chi rimane, teniatelo a mente, è una conquista di cui prendersi cura ogni giorno, non una vittoria che una volta ottenuta può venir trascurata.

Credo fermamente che amicizia, affetto, amore, passione, vadano coltivati e tenuti stretti al cuore, perché sono fondamentali.
E poi, credo che ognuno di noi debba amarsi, ma non idolatrarsi calpestando gli altri.

Che tu possa...

Che tu possa prendere schiaffi dalla vita, per imparare che sei forte e puoi rialzarti.
Che tu possa ricevere grandi delusioni dalle persone, per imparare a vedere chi ti ama.
Che tu possa sbagliare, trascurarti, annullarti, per imparare che devi esistere come persona intera, che vali, che meriti rispetto, sincerità, amore.
Che tu possa inciampare, per imparare a non cadere troppo forte o a rialzarti con una maggior consapevolezza di te e delle tue capacità.
Che tu possa incontrare occhi apparentemente veri, per saper riconoscere quelli realmente sinceri.
Che tu possa pentirti,
che tu possa avere rimorsi,
che tu possa farti male,
soffrire,
solo per poi imparare, crescere, amarti, vivere.

Nessuno ci salva

Quando credevo d'esser stata salvata, era lì che cominciavo un po' a morire. Per poi, però, battere forte la testa, morire e rinascere. Nessuno ci salva, semmai ci cammina accanto.

Mi sfugge

Ad un certo punto, sola con me stessa, lontana dalla realtà, essa mi sfugge. 

Può bastarti?

Le alzò il viso toccandola delicatamente sotto il mento. Lei guardava in basso, non nei suoi occhi, per sfuggire, per non farsi leggere dentro. Ma a questo punto fu costretta.
Le prese le mani, in silenzio... le strinse forte.
Una presa che suggeriva più di qualsiasi parola.
Che trasmetteva più di quanto lei sperasse.
<<Ma dimmi, tu cosa sogni? Cosa vorresti? Perché tu sai cosa sogno io, ma tu non sei chiara ed io.. io mi faccio domande. Vogliamo le stesse cose?>>
<<Sono qui, sento di volerci restare. Può bastarti?>>

Debolezze

Uno non vorrebbe mai avere delle debolezze.
Poi, però, arriva qualcuno, qualcosa.
Una persona, una paura, un'emozione.
E la corazza comincia a vacillare.

Grazie

Scusa per le mie lacrime, per le mie contraddizioni, per le mie paure, per le prigioni che ho ancora nell'anima, per i macigni che porto sul cuore.
Scusa per i musi lunghi, le parole giuste non dette, quelle sbagliate ed urlate.
Per gli abbracci, i baci e le confessioni trattenute.
E grazie, grazie per ogni sorriso, per aver asciugato ogni lacrima, levigato ogni paura, per avermi capita, per esser rimasto, per continuare ad esserci, per avermi fatto entrare anche se volevi difenderti, per scegliere di far parte di me, di come sono, senza dubbi. Tienimi la mano, finché vorrai.

Volare

E' bello volare, m'attento: spaventa.

Il potere di un gesto gentile

Un gesto d'aiuto, un gesto gentile, un sorriso...
Fa bene a chi riceve, ma anche a chi lo dona.

Un corso di menefreghismo

Dovrebbe esistere un corso di menefreghismo, leggerezza ed egoismo. Lo seguirei subito. E sarebbe per pochi, visto che la stragrande maggioranza potrebbe insegnare le lezioni.

C'è un tempo..

C'è un tempo per stare in compagnia, un tempo per stare soli.
Per conoscerci meglio, imparare dalle nostre possibilità, i nostri errori, i nostri dubbi, le nostre debolezze che diventeranno punti di forza da cui ripartire.
Non dobbiamo mai scegliere di stare con qualcuno perché abbiamo paura della solitudine, ma solo ed esclusivamente perché il cuore è impossibilitato a rinunciare a quella scelta.

Sogni ed incubi a occhi aperti

Pensava tra sé e sé:
<<E' vero, mi basta poco per piangere.
Ma altrettanto poco per sorridere.
...E allora corri ti prego, senza fiato, bussa, fai un gran respiro, aspetta di vedere il mio volto pieno di sorpresa, i miei occhi pieni di gioia, il mio sorriso nel tuo. Scenderò le scale rischiando di cadere, aprirò la porta e vedrò i tuoi occhi innamorati e felici di vedere me raggiante>>.
Come era solita immaginarsi scene felici, oltre che tragiche!
Sapeva immedesimarvisi così bene che se quelle belle non accadevano, pur sapendole improbabili, rimaneva delusa e la rabbia la divorava.
E quelle brutte, pur coscienziosamente irreali, scatenavano in lei emozioni così devastanti, più potenti d'un sogno che prima del risveglio pare realtà. E poi ci metti un po' a capire che "era solo un sogno".
Ma lei sognava (o faceva incubi) ad occhi aperti, ma si rassegnava subito all'improbabilità di quelli positivi.
Qualcuno bussò. Poi suonò. Il suo cuore tumultò.
<<Eccomi qui, mi era sembrato di capire che avevi bisogno d'un abbraccio. Sbaglio?>>
Lei sorrise, ma rimase senza parole. Senza fiato.
Pensò: <<Il lato positivo di pensare negativo è che quando accade qualcosa che credi non possa accadere, sei felice il quadruplo>>.
Buttò giù un grosso sospiro e corse verso la dolcezza.
Per oggi.