Si interrogava spesso, troppo spesso, sui sentimenti, sulle emozioni, gli stati d'animo, sulla vita. Lei. Si soffermava su ogni particolare, tanto che anche l'analisi di un dettaglio poteva portarla ad impazzire. Perché quel dettaglio diventava qualcosa di importante, fondamentale e, se non analizzato, ragionato, avrebbe scombussolato ancora di più quel puzzle complicato che è già un'anima, pur se con tutti i suoi tasselli confusi.
Aveva vissuto gioie e dolori, probabilmente soprattutto dolori, ed era per questo, forse, che camminava cercando di non calpestare niente e nessuno, con quella leggiadria di chi in realtà dentro porta un dolore immenso, una paura costante e incontrollabile.
Aveva capito che i sentimenti la sovrastavano, pur cercando di domarli finiva sempre per farsi dominare da essi.
E avrebbe voluto, sempre fortemente voluto, spegnere tutto e razionalizzare qualsiasi cosa, anche la meno razionalizzabile al mondo: l'amore.
Ecco, l'amore. L'amore era davvero capace di farla innalzare fino ad espandersi oltre il corpo, con l'anima forte e fragile che si portava dentro. Ed era, nel frattempo, capace di trascinarla in un abisso così profondo che solo una grande forza di volontà avrebbe potuto riportarla in vita.
Quell'abisso, già vissuto, la spaventava, ma quando l'amore le ricapitava non poteva bloccarlo, pur se ci provava con tutte le sue forze, finiva per esplodergli nel petto.
Aveva imparato forse qualcosa di importante, o forse era solo riuscita a razionalizzare l'irrazionalizzabile, dopo tutti i disperati tentativi di anni e anni. Aveva imparato che l'amore che resta tale solo fino ad un certo punto e poi finisce, era un amore da adolescenti. Forte, certo, coinvolgente, non lo metteva assolutamente in dubbio. Ma distruttivo, demolitore ancor di più una volta finito. L'amore, quello che invece dura nel tempo, quello che non lo distruggono nemmeno le cannonate d'odio, quello che muta e matura senza spegnersi, è l'amore vero. Quello in cui le due parti in gioco decidono la vita insieme e non hanno più bisogno solo ed esclusivamente della parte adolescenziale per mantenerlo in vita. E' difficile, chissà forse improbabile, raro. Ma il secondo sperava di sperimentarlo, di essere a qualche passo da esso, per poter dire che esisteva.
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