Nonostante la tua indescrivibile stanchezza,
nonostante tu non abbia il tempo neanche per te stesso,
nonostante tu sappia che sarà solo per due o tre ore,
tu, certe volte, prendi la macchina, attraversi quei 60 kilometri che
ci separano, che di per sé non sarebbero neanche tanti, se tu non
lavorassi così tanto e senza mai un giorno di tregua.
Ma prendi
quella macchina e, mentre io me ne sto sul letto triste perché il tuo
lavoro ci separa e ci permette poco tempo, pochissimo insieme,
inaspettatamente mi scrivi "chiamami, ma affacciati alla finestra
perché il telefono non ti prende bene". E io capisco. E io trasformo
quel muso lungo in una curva dolce e solare chiamata sorriso. E io mi
affaccio e ti sorrido, senza dire niente per alcuni secondi.
Nonostante i demoni che ti ho a volte mostrato, qui, dentro di me, tu mi
vuoi. Tu mi ami. E io questo non lo dimenticherò mai. Anche se un
giorno smetterai. Spero mai.
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