Cammino veloce, mi volto, mi giro. Son morta.
C'è lui, è proprio lui. Mi guarda, prende il mio braccio, mi dice di non scappare, mi chiede scusa.
Io tiro, proseguo, mi rigiro, son cieca. Non vedo che lui, ma fa male, fa bene, fa troppo di tutto.
Il viso mi prende, io scanso le labbra, una lacrima scende, me l'asciuga. Mi giro e sono inquieta.
Mi insegue. Il braccio riprende, le labbra mi ruba, il cuore mi inchioda. Non mi va bene.
Uno schiaffo merita. Fa rumore anche dentro di me. Non fiata, mi guarda in silenzio, sa che che lo merita. Ed io no.
Nessun commento:
Posta un commento